Rubino in Tv: ho sempre lavorato per i figli, non meritavo il carcere

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Ecco la prima foto di Emanuele Rubino finalmente liberato e a casa, felice con uno dei nipotini (tratto dalla pagina Facebook del blogger Guglielmo Bonanno, papà del nipotino).
Ecco la prima foto di Emanuele Rubino finalmente liberato e a casa, felice con uno dei nipotini (tratto dalla pagina Facebook del blogger Guglielmo Bonanno, papà del nipotino).
Ecco la prima foto di Emanuele Rubino finalmente liberato e a casa, felice con uno dei nipotini (tratto dalla pagina Facebook del blogger Guglielmo Bonanno, papà del nipotino)

GENOVA. 10 MAR. Stato bullo e Tv popolare. “Ci arrivavano a casa multe che mio papà aveva già pagato. Quella mattina era esasperato”. Emanuela Rubino, la figlia dell’idolo del popolo del web, malato e cardiopatico, incarcerato il 22 febbraio a 81 anni solo per oltraggio a pubblico ufficiale, mentre i delinquenti sono fuori, è riapparsa oggi pomeriggio a Canale 5.

Barbara D’Urso ha ritrasmesso l’intervista di Genova in cui è stato ricordato l’incubo delle multe pazze inviate ingiustamente dal Comune anni fa.

A Pomeriggio Cinque oggi è apparso in diretta anche Emanuele Rubino, accanto al blogger Guglielmo Bonanno (padre del nipotino dell’anziano), che non ha mai perso la speranza di farlo uscire di prigione in anticipo, come poi è successo la scorsa settimana grazie alla sollevazione popolare sul web contro lo Stato bullo.

 

Guglielmo Bonanno ha ricordato che nei giorni precedenti all’arresto in carcere, l’anziano malato non andava a firmare dai carabinieri perché i medici gli avevano ordinato di andare in ospedale a fare la dialisi, altrimenti sarebbe stato in pericolo di vita.

“Quel giorno di cinque anni fa – ha detto Rubino – al vigile urbano avevo chiesto per cortesia di togliersi gli occhiali da sole prima di parlare con me. E’ da quel momento lì che mi sono un po’ arrabbiato ed è degenerato tutto”.

L’anziano, visibilmente provato anche per l’esperienza in carcere, si è poi scagliato contro le presunte ingiustizie ricevute e ha ottenuto una valanga di applausi: “Io ho sempre lavorato e l’ho fatto per i miei figli e per i miei nipoti. Per me l’incarcerazione è stata una punizione che non meritavo”. Tutti con lui.