ROSSO: “PER I PROFUGHI ARRIVANO 2,5 MLN PER NOI SOLO TAGLI”

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Matteo Rosso, capogruppo di FdI in Regione

ROSSOGENOVA. 30 LUG. Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria e presidente della Commissione Sanità, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, criticano la scelta del ministero degli Interni di destinare 2,5 milioni di euro per ristrutturare immobili da destinare all’accoglienza di nuovi immigrati in Liguria.

«Da una parte sentiamo gli annunci di tagli di miliardi di euro da qui ai prossimi anni in nome della spending review da parte del governo e dall’altra apprendiamo lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per incentivare la ristrutturazione di immobili pubblici da destinare all’accoglienza dei cosiddetti profughi. Un comportamento vergognoso che suona come un vero e proprio insulto alle nostre fasce più deboli, abbandonate da questo governo». Così intervengono Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria e presidente della Commissione Sanità, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova.

«A Genova si stima che il fabbisogno abitativo di edilizia pubblica sia di almeno 8 mila appartamenti – dicono Rosso e Balleari – per carenza di risorse si fanno interventi di manutenzione e di ripristino degli immobili col contagocce e la conseguenza è che sia sempre più risicata la disponibilità di appartamenti di edilizia pubblica da destinare alle famiglie che sono in lista d’attesa da anni. In questo quadro di grande difficoltà finanziaria degli enti locali, apprendiamo  che, come per magia, il governo trova risorse per attrezzare immobili per i nuovi immigrati in arrivo. Ma il diritto alla casa è ancora sancito dalla nostra Costituzione? Se si, perché non destinare risorse per il ripristino di immobili pubblici da dare ai nostri sfrattati? L’emergenza casa è una vera emergenza anche in Liguria, ma come tale non è considerata dal governo evidentemente. Purtroppo dobbiamo constatare una grave iniquità di fondo riservata ai più deboli della nostra società. Pensiamo anche ai nostri disabili che, per i tagli alle ex Province, oggi si trovano in forse anche la possibilità di essere inseriti nel mondo del lavoro. Una situazione davvero intollerabile che crea diseguaglianze incolmabili all’interno delle fasce sociali più deboli e più vulnerabili».

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