Rosso e Balleari: no park interrato in piazza Dante, sarà altro buco nero

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Il capogruppo regionale FdI Matteo Rosso e il vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari
Il capogruppo regionale FdI Matteo Rosso e il vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari: no al park interrato in piazza Dante. Nuove interrogazioni in Regione e in Comune
Il capogruppo regionale FdI Matteo Rosso e il vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari: no al park interrato in piazza Dante. Nuove interrogazioni in Regione e in Comune

GENOVA. 7 APR. «Alla luce dei contenuti emersi durante la commissione consiliare comunale, che da tempo chiedevamo, e in vista della conferenza dei servizi che si terrà in merito al progetto per la realizzazione del park interrato di via Dante, riteniamo ancora più urgente avere chiarimenti puntuali dagli uffici competenti della Regione sul corso del rio Torbido interrato che sappiamo attraversi, da Castelletto alla Darsena, tutto il centro di Genova».

Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, ieri sono intervenuti esprimendo forti dubbi sull’inizio dei lavori per la costruzione del park interrato da 480 posti moto e 372 posti auto in piazza Dante a Genova, per un investimento complessivo di 15 milioni di euro.

I due consiglieri annunciano altre interrogazioni per conoscere maggiori particolari sull’opera in Regione Liguria e in Comune: «Pensiamo che quest’opera sia inutile e probabilmente anche dannosa per la tenuta della già precaria situazione idrogeologica del tessuto urbano di Genova dal 2007, quando l’allora giunta Pericu aveva approvato il progetto, il mondo è cambiato: la situazione di crisi economica degli ultimi anni ha reso decisamente meno appetibile l’acquisto, come investimento, di parcheggi interrati nel centro di Genova. Non solo: dal 2007 a oggi, come purtroppo sappiamo bene, è decisamente aumentata la sensibilità nei confronti della realizzazione di grandi opere che vanno a impattare con forza sul territorio creando rischi di tenuta in caso di alluvioni.

 

Siamo molto dubbiosi in merito alla costruzione di un mega park interrato, a due passi da Porta Soprana e dalla Casa di Colombo, che, per stessa ammissione dei costruttori, potrebbe essere l’opera del suo genere più gigantesca d’Europa. Ulteriori perplessità nascono, oltre che dall’utilità dell’opera stessa, anche dai possibili rallentamenti che uno scavo di queste dimensioni potrebbe subire in corso di realizzazione, qualora emergessero ritrovamenti archeologici, circostanza non improbabile visto che parliamo di una zona con secoli di storia alle spalle. La presenza di reperti è quasi una certezza, avvallata sia dal soprintendente attuale sia da numerosi studi che anche l’assessore alla Mobilità Dagnino dovrebbe ben conoscere visto che si è laureata proprio con una tesi sull’argomento.

Non vorremmo infine che si ripresentassero esperienze già vissute, e non ancora risolte, come il park mai finito di largo Benzi al San Martino, dove scorre il rio Noce, o un via Montezovetto bis: in questo caso il rischio, reale e concreto, sarebbe di ritrovarsi con una voragine proprio nel cuore della città».

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