A ROSSIGLIONE LA MEMORIA E LE EMOZIONI DEL TEMPO CHE PASSA

rossiglione_superioreGENOVA. 17 OTT. Una vera macchina del tempo, un fiume della memoria raccontata dagli oggetti lungo il filo della storia, dell’evoluzione dell’industria e del lavoro e dei sogni, dei desideri, delle mode e della vita quotidiana degli italiani.

E’ il mondo sorprendente del Museo Passatempo a Rossiglione che sabato prossimo, 19 Ottobre alle 12, inaugura il nuovo allestimento della collezione frutto della ricerca e della passione di Sylvia Pizzorno e Guido Minetti che da oltre 15 anni raccolgono ed espongono nella loro ‘casa museo’ un’infinita serie di pezzi rari e simbolici “del tempo che passa”, dalle biciclette alle Vespe, alle Lambrette alle moto più straordinarie, dagli elettrodomestici ai mobili, al mondo dell’Olivetti e della sua guida più grande e ispirata, Adriano Olivetti, cantore del lavoro intessuto
di etica e diritti e della tecnologia industriale unita alla bellezza.

Al vernissage del museo Passatempo in via Roma con il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il commissario straordinario della Provincia di Genova Piero Fossati e il sindaco di Rossiglione Tino Martini ci sarà anche il critico d’arte e giornalista Philippe Daverio.

Gli spazi sono stati allestiti all’interno della storica ex scuola elementare, già ristrutturata dal Comune per attività e iniziative culturali.
La realizzazione del nuovo Museo, promossa e cofinanziata dall’amministrazione di Rossiglione, è stata sostenuta dagli stanziamenti della Regione (attraverso il F.E.S.R. – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – Asse 4) per la valorizzazione delle risorse culturali e naturali e la promozione del patrimonio culturale e naturale, nel più ampio progetto di ‘musei in rete’ lanciato dalla Provincia nel territorio delle Valli Stura e Orba.

Il racconto della guerra, della ricostruzione, del boom economico si snoda attraverso la collezione di oggetti esposti, con rari e preziosi pezzi di design che si alternano alle testimonianze di oggetti di uso più comune nello scandire la cultura del XX secolo.

E tra moto e scooter indimenticabili come la Vespa primavera originale del ’67 o l’elegante Lambretta 125 LD del ’63, il Mosquito B con telaio Sabazia del 1949, l’Isomoto del 1952 con pistone sdoppiato nello stesso cilindro o la militare britannica Matchless del 1940, tanti elettrodomestici agli albori e un imperdibile televisore Geloso del ’54 con mobile in legno e radica (il suo prototipo, pezzo rarissimo del 1952, è nelle collezioni originali del museo, a casa di Guido Minetti e Sylvia Pizzorno e anche questo ‘fratello maggiore’ e immenso giacimento di memorie sarà visitabile come la sede civica di via Roma).

E se i mezzi a due ruote, le macchine da scrivere e da calcolo, giornali, utensili, mobili, cartelloni, giochi e tanto altro raccontano le trasformazioni della società, dei sistemi produttivi e del costume, il passaggio di un popolo da produttore a consumatore e l’eccellenza dell’ingegno e della creatività italiana di cui Olivetti è l’esempio più emblematico, gli antichi arredi in legno e le immagini tra anni ’40 e 50′ della scuola raccontano anche la storia di Rossiglione nel susseguirsi delle sue generazioni sui banchi.


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