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Roma-Genoa, Juric “Non dobbiamo rilassarci”

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Juric

GENOVA 28 MAG.  Ultima chiamata alle armi. Non certo per andare a fare una scampagnata. La salvezza conquistata non offre pretesti per pensare a qualcosa di diverso. Nonostante le assenze il Genoa è pronto a giocarsi la partita al massimo delle potenzialità. Nessuno sconto. Palla al centro e si gioca. “Penso che non abbiamo il diritto di rilassarci, dopo aver dato troppi dispiaceri e giocato partite sbagliate. Dobbiamo dare il massimo. La Roma lotta per evitare i preliminari, io voglio una squadra concentrata e pronta a dare tutto. E’ stata una settimana in cui alcuni si sono potuti allenare poco o niente avendo dato tutto in precedenza. I vari Rigoni, Simeone, Pinilla, Pandev. In attacco abbiamo problemi e giocherà Pellegri. E’ giovane ma ha una potenza fisica importante, per esempio nelle accelerazioni. Ha margini di miglioramento sotto tutti i punti di vista e deve lavorare sui difetti. La base iniziale però è tanta roba e sappiamo quello che abbiamo tra le mani. Può fare strada se si impegna come sta facendo. Per il resto sarà la squadra dell’altra volta. E’ normale che quando ottieni l’obiettivo si è tutti più contenti. Totti day? Noi andiamo a giocare la partita con la Roma. Era un giocatore fastidioso (sorride, ndr). Nel senso che quando lo affrontavi sapevi quanto era forte”.
Tra i giocatori al passo d’addio con il Grifone c’è Burdisso, a cui il mister rivolge un tributo sentito per ciò che ha dato in questi anni. “Vorrei spendere qualche parola. Ci sono state voci di problemi tra me e lui, la verità è che si è sempre dimostrato un grandissimo capitano, non ha mai mollato e ha sempre dato tutto per il Genoa. In particolare nei momenti più complicati. Sinceramente avrei voluto che rimanesse a lavorare con me, ma per il suo futuro ha fatto altre scelte. Dobbiamo ringraziarlo per quello che ha dato a me e alla squadra, a livello di prestazioni e sotto l’aspetto umano. So che è una stima condivisa da Gasperini per il passato. Il futuro? Con il direttore sportivo Donatelli stiamo guardandoci intorno e iniziamo a progettarlo. C’è da ricostruire. Abbiamo iniziato a lavorare per trovare uomini e giocatori giusti per formare una squadra competitiva. Questa è l’idea. Poi è normale che se il presidente vende la società cambia tutto. Simeone? Sono contento per Giovanni. Prima si diceva fosse acerbo, poi che non gli si doveva togliere spazio. Ha margini di miglioramento anche lui. Se va o resterà qui crescerà ancora molto. La stoffa c’è”.

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