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A ROMA 39ENNE SEGREGATA IN UNA CHIESA APOSTOLICA PER GIORNI. ARRESTATO PASTORE E DUE NIGERIANI

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donna massacrata
Presunto boss della 'ndrangheta condannato per aver fatto sesso con minorenni in cambio di droga, soldi e ricariche telefoniche

violenza-donna-bnROMA. 6 OTT. E’ stata segregata per giorni all’interno di una chiesa apostolica gestita da un Pastore nigeriano che, dopo il rifiuto della vittima di intrattenere dei rapporti sessuali con lui, l’ha rinchiusa in una stanza dopo averla privata dei documenti.

Solo dopo dieci giorni, approfittando di un momento di distrazione del suo carceriere e di altre persone vicine al pastore, la donna, una nigeriana di 39 anni, è riuscita a procurarsi un telefonino cellulare e chiamare 113.

Scattato l’allarme, diversi equipaggi del Reparto Volanti, sono stati fatti convergere sul posto per verificare la veridicità della segnalazione.


Quando i poliziotti hanno suonato al portone della chiesa “The Apostolich Church” di via delle Amazzoni, nella zona del Casilino, ma gli agenti ad approfondire l’accertamento.

Hanno scavalcato il muro di cinta, sono entrati all’interno del giardino della struttura religiosa e dopo aver suonato insistentemente ad una porta sono stati accolti da una coppia, marito e moglie, che hanno riferito agli agenti di vivere nei locali adiacenti alla chiesa.

Entrati all’interno gli agenti hanno trovato una porta chiusa per la quale la coppia ha riferito di tenere chiusa in quanto abitata da una loro connazionale che la notte aveva l’abitudine di fuggire.

Aperta la stanza gli agenti hanno soccorso la vittima che visibilmente scossa e impaurita dalla presenza dei suoi carcerieri ha raccontato agli agenti la sua triste storia.

Sul posto è poi giunto il 118, che ne ha disposto il ricoverato in ospedale, la donna, in un secondo momento, ha anche dichiarato che durante il periodo di prigionia era stata fatta oggetto di violenza sessuale dagli uomini della casa.

Tutte le persone, comprese il pastore, rintracciato in secondo momento, un nigeriano di 38 anni, sono state accompagnate negli uffici del Commissariato Casilino dove sono state arrestate per sequestro di persona in concorso, mentre le due donne, accusate dello stesso reato, sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari per consentirle di badare ai figli.

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