Rom islamici assolti, animalisti e leghisti protestano contro i giudici

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Un capretto legato e pronto per essere crudelmente sgozzato e massacrato dagli islamici
Un capretto legato e pronto per essere crudelmente sgozzato e massacrato dagli islamici
Un capretto legato e pronto per essere crudelmente sgozzato e massacrato dagli islamici

GENOVA. 13 MAG. Proteste separate, ma uniti contro la decisione dei giudici genovesi che hanno assolto i due rom islamici per il capretto massacrato (v. articoli precedenti).

Stamane un gruppo di animalisti del M.e.t.a. hanno srotolato striscioni e protestato con il megafono davanti all’ingresso del Palazzo di giustizia di Genova.

In largo XII Ottobre, invece, è andata in scena la manifestazione della Lega Nord Liguria.

 

Al presidio hanno partecipato anche i consiglieri regionali Stefania Pucciarelli e Franco Senarega. Già i giorni scorsi, era stato rimarcato dal gruppo regionale “come la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Genova fosse a dir poco scandalosa”.

«E’ possibile assolvere due rom che hanno massacrato un capretto, macellandolo con rito islamico senza autorizzazioni in mezzo alla strada? Questa è giustizia? Vergogna!» aveva detto il consigliere Alessandro Puggioni.

«Il nostro timore – hanno aggiunto oggi Pucciarelli e Senarega –  è che questa assoluzione diventi un precedente per altri intollerabili atti perpetrati da chi, in nome della religione, si permette di praticare riti umanamente deprecabili e fermamente da condannare. Nessuna religione può giustificare la crudeltà».

Risale a pochi mesi fa l’approvazione di una mozione del Carroccio in consiglio regionale,  in cui si chiedeva di condannare la pratica della macellazione rituale islamica.

«Sembra quasi una triste coincidenza  – ha spiegato Pucciarelli -, ma l’assoluzione dei due rom non fa altro che avvalorare il documento presentato in aula consiliare del quale io stessa sono stata la prima firmataria. Non è soltanto una battaglia della Lega,  ma una battaglia condivisa trasversalmente da chiunque possieda un minimo di sensibilità nei confronti degli animali. Il vero dramma consiste però nel fatto che spesso e volentieri i fedeli islamici praticano la macellazione rituale autonomamente e nei posti meno adatti, siano questi garage, cantine, palestre, giardini o sottoscala, abolendo ogni norma igienico- sanitaria, scolando il più delle volte il sangue in lavandini e bagni privati. Attraverso la mozione, abbiamo chiesto a Regione Liguria di assumere una forte posizione di condanna rispetto alla pratica della macellazione rituale islamica. Sono quindi allibita di una simile sentenza e soprattutto non comprendo come possa un giudice, davanti alla frase che la legge è uguale per tutti, fare distinzioni per motivi di natura religiosa».

 

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