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Roberto Fanari espone al GAM di Nervi

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Roberto Fanari espone al GAM di Nervi

GENOVA. 19 MAG. Domani sabato 20 maggio alle ore 16.30, alla Galleria d’Arte Moderna di Genova (Musei di Nervi), si inaugura la mostra “Il paesaggio dentro”, una personale dell’artista milanese Roberto Fanari che sarà ospitata fino a domenica 24 settembre.

Roberto Fanari, è nato a Cagliari, ma vive e lavora a Milano, è noto per “ricamare” il filo di ferro con maestria. Nell’era dell’immagine e della realtà virtuale questo artista plasma opere quasi senza peso, che però restano, materiali, nello spazio, a dare il loro messaggio. Opere ferme nell’era della performance, lontane da Michelangelo, di cui però ne recuperano la maestà, destrutturandola in tutto o in parte, in opere nelle quali, il più delle volte, lo spessore è soltanto immaginato. Roberto Fanari ha inaugurato la sua prima bipersonale presso lo studio d’arte Cannaviello nel 2013. Al Gam presenta un percorso espositivo che si muove così:

Un Paesaggio invisibile accoglie lo spettatore all’ingresso, invitandolo alla scoperta delle sale al piano terra concepite come camere con vista, dove è costante il rimando tra ambiente e opere, tra arte e natura. Nella prima stanza la luce intensa illumina un Tronco rosa, tre pitture poste davanti alle finestre e un’installazione di foglie in ceramica dal titolo Celles-ci sont des feuilles? (II). Nelle cinque sale successive dedicate al paesaggio e alla pittura di genere troviamo i Paesaggi invisibili, monocromi neri e gialli che, insieme a nuove opere del ciclo Cieli, si accostano alle opere del passato, talvolta sostituendole.


Ed è ancora il richiamo alla natura che al piano nobile dialoga con le opere dei maestri, tra il rosso del grande polittico a croce (Paesaggio invisibile) e i Tronchi rosa, oro e bianchi, in ceramica. E ancora con le Ceramiche frantumate alternate ai Fogli in bronzo.

L’allestimento termina il suo percorso in sei sale dell’ultimo piano, dove troviamo altri dipinti di Fanari e ceramiche frantumate, tra cui un grande dipinto ispirato alla Mietitura di Artuto Tosi  e un Cielo rosso accostato invece a Pecheuses de Collioure di Leopold Survage.

La rassegna, curata da Maria Flora Giubilei e Raffaella Resch, presenta 32 opere site specific realizzate negli ultimi anni che si inseriscono nel percorso su tre piani della Villa Saluzzo Serra, con accostamenti inconsueti o sostituzioni, in continua dialettica con le opere dei maestri dell’Ottocento e Novecento esposti al Museo.

FRANCESCA CAMPONERO

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