Rixi sul bus: Non è un ritorno al passato

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Toti, Rixi e Maroni a Bologna
Toti, Rixi e Maroni a Bologna

GENOVA. 9 NOV. Rixi: “La nostra proposta non è un ritorno al passato. La Lega Nord è capace di dire dei sì. Vogliamo ripartire e crescere per lo sviluppo del Paese e il benessere degli italiani da Nord a Sud. Meno tasse e più lavoro. Più sicurezza e meno delinquenti per le strade. Prima gli italiani e poi gli immigrati. Se Silvio Berlusconi sul palco di Bologna avesse parlato di meno, forse avrebbe ricevuto anche degli applausi dal popolo del centrodestra sceso in massa in piazza. Brava Giorgia Meloni. Grande, grandissimo Matteo Salvini, che dice quello che pensa e non deve essere lasciato solo”.

Il vicesegretario nazionale della Lega Nord e assessore regionale Edoardo Rixi, ieri nel parterre del palco di Piazza Maggiore, gremita all’inverosimile, ha stretto la mano al governatore ligure Giovanni Toti e agli altri esponenti politici intervenuti alla manifestazione nazionale di Lega-Fi-FdI. Poi in serata, a bordo del bus, ha ringraziato i compagni di viaggio e gli altri 500 militanti leghisti e simpatizzanti del centrodestra, che nel pomeriggio da Bologna sono tornati in Liguria. Ognuno ha scucito venti euro per il passaggio. Nessun rimborso. Neanche una bibita o un pranzo al sacco. Tranne le favolose leccornie preparate dalle simpaticissime volontarie di Albenga e distribuite gratis per la merenda di ritorno sui tavolacci di legno nell’area di servizio dell’autostrada.

Fra tortellini, lambrusco, mortadella, prosciutto crudo (pagati di tasca propria) e slogan pro Salvini, i manifestanti liguri a pranzo non si sono neanche accorti degli scontri causati dagli appartenenti alla sinistra violenta, definiti dai leghisti “quattro sfigati delinquenti”. La zona rossa del centro città non è stata violata dai cortei antagonisti. Ottimo, quindi, il controllo di carabinieri, polizia e finanzieri, che sono riusciti a garantire una giornata di democrazia nonostante le paure della vigilia. Applausi per le forze dell’ordine e per la Meloni. “Basta, basta” invece l’urlo della piazza, con alcuni fischi, nei confronti del prolisso ed ormai vetusto Berlusconi. Ovazioni e bandiere alzate per Salvini. Alla fine c’è stata anche una scaramuccia in un angolo di Piazza Maggiore tra pacifici simpatizzanti del centrodestra e un nugolo di provocatori dei centri sociali, infiltrati ed armati di bastoni e striscioni, che poi sono stati allontanati a parole e spintoni da un paio di “vichinghi”.

 

Senza storia il derby tra Lega e Forza Italia. Se Beppe Grillo con il M5S resta sugli spalti, il centrodestra unito, Lega-FI-FdI, ieri ha preso il volo da Bologna per Roma. Comandante non è più Silvio, ma è Matteo. Andando di questo passo, l’altro Matteo farà le valigie e tornerà a Firenze.  Fabrizio Graffione

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