Riviera Trasporti Imperia, la rabbia di USB: metodi da padrino

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Riviera Trasporti Imperia
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IMPERIA. 10 MAG. Riceviamo e pubblichiamo piccata nota di Usb, Unione Sindacale di Base di Riviera Trasporti di Imperia contro l’azienda che avrebbe fatto firmare i lavoratori un accordo con metodi da “Padrino” nel silenzio delle altre sigle sindacali.

I primi contenuti di Liberté, Égalité, Fraternité sono presenti nel saggio pubblicato nel 1774 da Jean­Paul Marat, (The chains of slavery) dove si anticipavano i temi dell’azione politica: una violenta presa di posizione contro il dispotismo a favore della sovranità popolare e dell’uguaglianza.

Oggi l’azienda R.T., nel più totale silenzio di CGIL, CISL, UIL e UGL, tratta i lavoratori in un clima da Ancien Régime facendo vivere i lavoratori in forme medioevali di monarchia assoluta quale dei Valois e del Borbone.

 

Alcuni lavoratori stanno lottando, per tutti, duramente, contro le prepotenze padronali, per riavere i diritti e la retribuzione spettante affrontando legalmente lo stato del diritto senza nessun appoggio neanche morale delle oo.ss. (taluni personaggi sberleffano i colleghi in difficoltà).

Il 23 febbraio 2015 oo.ss. e azienda firmano un accordo sindacale che elude di fatto la formula sindacale “erga omnes” inserendo con metodi da “Padrino” una clausola vessatoria all’art 13 dello stesso contratto che pretende la rinunzia da parte del personale ai ricorsi pendenti presso il Tribunale di Imperia […] e/o di richieste di differenze retributive per il periodo di efficacia della disdetta.

Le oo.ss al pari di Mork, (tratto dal romanzo La storia infinita di Michael Ende) diventano il “lupo mannaro”, assumono varie forme mentre chiamano i lavoratori alla causa legale (mai fatta, anzi ritirano il mandato agli avvocati dopo aver preso ad ognuno 30 “denari” ) e come satrapi amministrano la giustizia sindacale firmando un accordo simile al Trattatodi Tordesillas dividendo i lavoratori tra i conquistati dall’azienda e gli oppositori ribelli.

Inaccettabile e antisindacale la clausola ricattatoria dell’art 13 dell’accordo sindacale del 23 febbraio 2015. Le oo.ss hanno fatto votare i lavoratori con un referendum e insieme all’azienda sanno benissimo che questo accodo è “erga­omnes” e quindi se si applica a tutti la parte normativa così pure si dà a tutti la parte retributiva!

Il ricatto grida! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA VERGOGNA! Molti lavoratori soffrono nel vostro silenzio sindacale!

In questo contesto aziendale paradossalmente da “terzo stato” cosa aspettano CGIL, CISL, UIL e UGL a svolgere il loro ruolo di rappresentanza sindacale quali firmatari dell’accordo?  Possono continuare a vedere andare in povertà i loro colleghi? La storia non vi darà ragione e con essa molti lavoratori”.  USB FEDERAZIONE REGIONALE ­ LIGURIA

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