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RIVAROLO, ALLE 16 MOSTRA SUL PROGETTO DI RECUPERO DEL CHIOSTRO DELLA CERTOSA

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regione-de-ferrariGENOVA 21 OTT. L’unione fa la forza e l’obiettivo è quello di recuperare il chiostro della Certosa di Rivarolo grazie al lavoro congiunto di studenti di varie facoltà genovesi e dei cittadini che si sono uniti sotto l’egida dell’associazione “Meglio Insieme”, che si occupa di pazienti psichiatrici e che ha sede proprio nel chiostro di Rivarolo.
Questa mattina il progetto di recupero del chiostro è stato presentato dalla presidente dell’associazione Martina Pittaluga, insieme all’assessore al Bilancio e alla Formazione della Regione Liguria, Pippo Rossetti, con Roberto Dasso, direttore Arssu e Pino Boero, assessore al Bilancio del Comune di Genova.
Un lavoro, finanziato con 15.000 euro dall’Arssu, che mette al centro il punto di vista degli studenti e di chi vive in quella parte di Genova, insieme all’opera dell’Associazione “Meglio Insieme” che si occupa di pazienti psichiatrici che sono passati, per una volta, dai luoghi di cura alla cura dei luoghi, per valorizzare un bene comune e un patrimonio culturale e architettonico che oggi versa in uno stato di profondo degrado.
Le immagini che documentano il lavoro compiuto, in oltre due anni, da piu’ di 20 persone, verranno presentate questo pomeriggio alle 16, all’inaugurazione della mostra presso la biblioteca Cervetto di Rivarolo dove resteranno esposte fino al 15 novembre.
“ Si tratta di un progetto concreto attraverso cui i giovani possono interagire con la realtà – spiega l’assessore al bilancio della Regione Liguria – Pippo Rossetti – immaginando un futuro diverso, un metodo quello della partecipazione attiva, attraverso cui si può dare spazio alle associazioni di volontariato, insieme al Municipio e ai cittadini che diventano protagonisti di un lavoro comune. Vedremo poi cosa fare per individuare i finanziamenti, ma è importante sostenere la partecipazione attiva dei cittadini che chiamano a raccolta le istituzioni per un progetto significativo sia dal punto di vista sociale che architettonico”.

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