Ristorante chiuso dall’Igiene non è a Boccadasse

32
CONDIVIDI

boccadasse tramontoGENOVA. 2 LUG. Ci sarebbe soltanto un banale errore di “localizzazione” dietro al “giallo” del noto ristorante di Boccadasse chiuso dagli ispettori della Asl 3 genovese in seguito ad un blitz della Guardia Costiera.  Il locale in questione non si troverebbe infatti propriamente a Boccadasse, ma in una zona limitrofa fatta rientrare, con approssimazione, generalizzando un po’, all’interno del ben più famoso borgo genovese. La chiave del mistero sarebbe tutta qui.

Il comunicato stampa ufficiale della Capitaneria di Porto diramato ieri a tutti gli organi di informazione indicava infatti un noto ristorante specializzato in piatti di pesce sito a Boccadasse come l’esercizio chiuso dai militari dopo il riscontro di condizioni igienico sanitarie a dir poco agghiaccianti nelle cucine, con cozze coperte di muffa, larve di insetti sui cibi, ed alimenti mal conservati, oltre a sporcizia e incrostazioni ovunque.

Dopo quanto scoperto dagli ispettori dell’Asl 3 Genovese-Servizio Igiene Alimenti e Prevenzione, il locale è stato quindi immediatamente chiuso, con l’immediato sospensione della licenza ai gestori.

 

A questo punto però, visto il rifiuto da parte della Guardia Costiera di diramare il nome dell’esercizio commerciale colpevole, nel noto borgo del levante genovese è scattata la “caccia al colpevole”, peraltro piuttosto facile visto che i ristoranti “affacciati sul borgo di Boccadasse” sono complessivamente cinque. Otto se si contano anche quelli in piazzette o viuzze nelle vicinanze. E possono arrivare al massimo a 9 o 10 se si sale fino in Corso Italia.

Peccato però che, senza la minima ombra di dubbio, ieri sera tutti i ristoranti di Boccadasse, nessuno escluso, risultassero regolarmente aperti, e, interrogati sulla questione, nè i dipendenti nè i clienti sapessero nulla della questione, così come gli abitanti e i frequentatori più assidui della zona.

A questo punto quindi si è pensato che la chiusura potesse riguardare i giorni scorsi e che la notizia fosse uscita in ritardo, ora che il ristorante avrebbe già pagato l’ammenda e risolto tutti i problemi igienici.

Analogamente però, tutti i ristoranti di Boccadasse, nessuno escluso, risulterebbero inequivocabilmente rimasti sempre, regolarmente, aperti anche durante le scorse settimane.

Al contrario, un locale sito sì in riva al mare, ma NON all’interno del borgo di Boccadasse, bensì in un quartiere immediatamente limitrofo, sarebbe stato segnalato come inspiegabilmente chiuso. In mancanza però di conferme da parte degli organi ufficiali risulta però impossibile diffonderne il nome.

Soltanto per evitare un danno d’immagine tanto ingiusto quanto immeritato a tutti i ristoranti di Boccadasse, sospettati in toto, in mancanza del nome del ‘colpevole’, è giusto però informare quanto i fatti oggettivi li assolverebbero in blocco. Sarebbero infatti finiti nell’occhio del ciclone soltanto per un banale errore di localizzazione che avrebbe indicato genericamente come “Boccadasse” una zona di mare limitrofa dove si possono trovare, come del resto, in tutta Genova, diversi ristoranti e pizzerie specializzati anche in cucina di pesce.

32 COMMENTI

    • E in fondo alla via a scendere sulla destra dall esterno si capisce che non deve essere un posto molto pulito

  1. Il nome altrimenti non la bevo. Possibile che il responsabile non debba essere pubblico?Si tratta della salute dei cittadini. Con il silenzio ci rimettono tutti i ristoratori della zona,

  2. Rinaldo Maccanti: Vergogna. S’informi e legga gli articoli prima di dire sciocchezze, offendere, insultare ed accusare a sproposito i giornalisti di LN, peraltro tra i pochi ad averci informato (gratis) spiegando i fatti con un approfondimento. Piuttosto, se la prenda con talune fonti privilegiate di informazione istituzionale che a volte sbagliano, diffondendo circostanze imprecise o con tempistiche inadeguate. In questo caso, la Capitaneria-Guardia Costiera si è rifiutata di riferire ai giornalisti (i quali glielo hanno chiesto) il nome del ristorante, che invece doveva essere dato perché di interesse pubblico. Inoltre, non ha dato copia del provvedimento-verbale (che a questo punto è un atto di interesse pubblico e quindi doveva essere dato) con cui è stato chiuso e sanzionato il locale pubblico. Il tutto, alla faccia del diritto di cronaca. Pertanto, a gettare il sasso e nascondere la mano, semmai è stata tale fonte privilegiata. Non certo i giornalisti.

  3. Francesco Marando: Vergogna. Per lei vale ciò che ho scritto all’altro lettore Rinaldo Maccanti. Legga gli articoli e s’informi prima di dire sciocchezze, offendere, insultare ed accusare chi ci informa correttamente e gratis.

  4. Santa osservazione. Da frequentatore di un tempo felice, quando non c’erano tante regole, ma nei ristoranti di Boccasasse si mangiava bene, si beveva ancora meglio e non lascivano la benchè minima traccia dei £problrmi del giorno dopo”. Il milgior garante della qualità e dell’igiene era il gestore, che non voleva perdersi clienti da addirittura 2500 lire ciascuno, appena sbarcati dalla “Raffaello”

  5. Se un ristoratore, che sia a Boccadasse o meno, ti propina cibo che mina, e non poco, la salute del cliente, che immagino paghi con soldi non fuori corso, deve essere chiuso , PER SEMPRE, con motivazione di attentato alla salute pubblica…..e allora si capirebbe con precisione chi è. Ma il nome non è stato diramato. Se il gestore non è un minore non ne capisco il motivo. Un grave atteggiamento.

LASCIA UN COMMENTO