Rimborsi alluvioni ko, Pd: aziende agricole beffate dalla Regione

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Il deputato del Pd Franco Vazio tra l'ex governatore Claudio Burlando e il premier Matteo Renzi

GENOVA. 26 SET. “Le imprese agricole liguri colpite dalle alluvioni tra il 2013 e il 2015 al momento non possono accedere ai fondi stanziati dal Governo perché la Regione non ha trasmesso la richiesta danni al Dipartimento di Protezione Civile secondo le procedure previste. A questo punto chiediamo formalmente alla Giunta regionale un atto di trasparenza e un confronto con tutti i soggetti interessati”.

La richiesta è arrivata oggi dai consiglieri del Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria e dal deputato ligure del Pd Franco Vazio ed è stata sostanzialmente confermata anche nel corso della riunione del “tavolo verde” con le aziende agricole convocata la scorsa settimana, durante la quale l’assessore Mai ha ammesso il problema (senza peraltro smentire l’allarme lanciato dal Pd).

“Il 28 luglio scorso – spiega il Pd – il Consiglio dei Ministri ha adottato la delibera che ha reso operativa la norma contenuta nella Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1, commi 422-428) approvata alla fine di dicembre 2015 dal Governo Renzi che, per la prima volta, riconosce in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale un contributo ai cittadini e alle imprese danneggiati dagli eventi calamitosi e alluvionali che si sono verificati tra il 2013 e il 2015.

 

Per la Liguria, soltanto sul fronte delle imprese agricole, parliamo di più di 16 milioni di euro di danni e un totale di 281 soggetti coinvolti. La Regione, per ottenere quei fondi, avrebbe dovuto quantificare il proprio fabbisogno e poi, attraverso la Scheda C far pervenire alla Protezione Civile le proprie richieste. Purtroppo, dai documenti che sono stati acquisiti presso gli uffici regionali a mezzo di formale richiesta in data 08/09/2016, emerge che la Regione Liguria non solo non ha indicato nelle schede di rilevazione alla Protezione Civile (Scheda C), richiamate nel provvedimento del Consiglio dei Ministri 28/07/2016, o documentato diversamente i danni subiti dalle imprese agricole negli anni 2014-2015 (che come detto ammontano a oltre 16 milioni di euro) neppure integrando le schede in questione, ma addirittura non ha nemmeno formulato una specifica richiesta a riguardo.

In sostanza, le aziende agricole liguri danneggiate nel corso delle alluvioni che, tra 2013 e 2015, si sono abbattute sul nostro territorio rischiano davvero di restare con un pungo di mosche. Lo stesso onorevole Vazio racconta di essere andato a fondo alla vicenda, confrontandosi, nei giorni scorsi, con i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile a Roma e con il Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Paola De Micheli. Il parlamentare del Pd ha avuto così la conferma che le richieste danni potevano essere integrate sino al giorno prima del via libera del provvedimento approvato dal Governo lo scorso mese di luglio per la liquidazione dei danni. Cosa che però non è avvenuta, come ha confermato, in questa nota, anche la Protezione Civile: “rispetto agli eventi alluvionali dei mesi di ottobre e novembre 2014, per i quali è stato riconosciuto lo stato di emergenza nazionale con apposite delibere del Consiglio dei Ministri, è stato verificato che il fabbisogno dei danni alle attività produttive rappresentato nei modi e nei termini previsti dalle Ordinanze del Capo del Dipartimento nn. 203/2014 e 216/2014 non contempla i danni alle strutture, alle scorte ed ai macchinari delle imprese agricole”.

In poche parole un enorme pasticcio, che rischia di costare grosso alle aziende agricole liguri, visto che all’orizzonte non sembrano profilarsi soluzioni. Il Governo ha già stabilito le quote dei finanziamenti. E chi non li ha chiesti correttamente come la Liguria è rimasto fuori.

Chiediamo prima di tutto trasparenza su questa vicenda. E poi che sia convocato un tavolo regionale, con la presenza dei consiglieri liguri e delle organizzazioni di categoria. Proveremo in tutti i modi a far sì che questi fondi possano essere reperiti nella prossima Legge di Stabilità. Ma dalla Regione serve chiarezza su ciò che è accaduto”.

 

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