Rifugiati e detenuti al lavoro per aiutare la città

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Lavori socialmente utili
Lavori socialmente utili
Lavori socialmente utili

SAVONA. 7 AGO. Pitturare le pareti di una classe, togliere la spazzatura dai rii o sistemare il verde cittadino. Sono molti i piccoli lavori di manutenzione che i detenuti del carcere di Savona e i profughi e richiedenti asilo ospitati in diverse strutture della provincia, potranno fare, tra non molto, con Ata e il Comune di Savona.

Due diversi protocolli d’intesa sono stati deliberarti ieri, giovedì 6 agosto, durante la giunta comunale di Savona, per attivare buone pratiche finalizzate all’integrazione e al reinserimento delle persone nella società.

Saranno 2, per ora, i detenuti che potranno collaborare con Ata, l’azienda savonese che si occupa del verde e della

Il protocollo firmato tra il Comune e la Casa Circondariale di Savona
Il protocollo firmato tra il Comune e la Casa Circondariale di Savona

 

pulizia della città, per ripulire il Letimbro dalla spazzatura che si accumula giornalmente lungo le sponde, sia per il gioco dei venti che per l’inciviltà di alcune persone. L’accordo è stato stipulato tra il Comune di Savona e la Casa Circondariale della città, attraverso un percorso condiviso tra la Commissione terza dell’Amministrazione e la Sottocommissione Carcere, attraverso l’impegno dei consiglieri comunali Lia Minetti e Daniela Pongiglione che hanno sempre fortemente voluto il dialogo con il carcere, per realizzare un programma di integrazione socio-lavorativa indirizzato a persone che stanno scontando la pena.

Mentre in altre aree urbane, alcuni plessi scolastici e centri sociali, subiranno un piccolo restyling.

Nello specifico saranno ridipinti diversi spazi delle scuole De Amicis, Noberasco, Mignone, Guidobono, le medie di Lavagnola e la primaria di Santuario, oltre ai centri sociali Auser in via Nizza, via Boito e alla Villetta. I lavori verranno eseguiti da profughi, richiedenti asilo, affiancati da alcuni tutor, grazie alla collaborazione tra il Comune, che fornirà il materiale e l’attrezzatura e la Fondazione Diocesiana Comunità Servizi Savona Onlus, il Progetto Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati di Albisola Superiore, la Coop Arcimedia, Progetto Città e la Fondazione L’Ancora Onlus di Varazze. Dopo un corso sulla sicurezza, realizzato con l’Ente Scuola Edile, una ventina, dei 150 richiedenti asilo ospitati in diverse strutture della città, potranno imparare un mestiere o insegnarlo ai loro compatrioti, avendo fatto proprio i muratori nel loro paese di origine. Attività che è stata accolta con entusiasmo dai volontari, per rendersi utili nella comunità.

“Le attività, inserite in un percorso di sensibilizzazione ambientale e del bene comune, vogliono trasmettere anche un senso di legalità alla cittadinanza -spiega Isabella Sorgini, assessore alle Politiche Sociali e promotrice dell’iniziativa – Il lavoro, oltre che di pubblica utilità, potrà favorire il processo di integrazione, o nel caso dei detenuti, di re-integrazione, nella vita sociale cittadina, prevenendo anche, in questo modo, situazioni di emarginazione.

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