Riforma Tpl, il Pd: legge sbagliata, consiglio a porte chiuse intollerabile

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Anche la Piata condanna l'omofobia
La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita contro la riforma del Tpl
La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita contro la riforma del Tpl

GENOVA. 30 LUG. Ecco la reazione ufficiale del Pd alla riforma del Trasporto pubblico locale, approvata ieri in Regione tra molte polemiche: “Siamo usciti dall’aula durante il dibattito sulla legge in materia di trasporto pubblico locale, anche se non è stata una scelta semplice, perché questa Giunta sta blindando il Consiglio regionale. Una protesta condivisa da tutti i gruppi di opposizione (Pd, M5s e Rete a sinistra) per denunciare la scelta fatta questa mattina dal presidente del Consiglio regionale e dal presidente della Giunta (anche se quest’ultimo non aveva alcun titolo a farlo) di tenere fuori dall’aula dieci lavoratori del Tpl. Una decisione inaccettabile, che dimostra un’escalation preoccupante della riduzione degli spazi di democrazia e partecipazione all’interno dell’istituzione regionale.

Non siamo usciti dall’aula perché non avevamo argomenti, come hanno dimostrato i nostri interventi di queste settimane e la nostra relazione di minoranza presentata in Consiglio da Giovanni Lunardon (questa legge, lo ribadiamo, è sbagliata e ci fa tornare indietro anni luce rispetto ai bisogni dei lavoratori e degli utenti del tpl), ma siamo usciti perché non possiamo tollerare che ci possa essere un setaccio preventivo che impedisca ai cittadini di assistere ai lavori del Consiglio”.

“Toti – precisa la capogruppo Raffaella Paita – è sempre più incupito e nervoso per i suoi rapporti tesi con Berlusconi e per la fine delle sue speranze di leadership nazionale. Ma di questa sua delusione politica non possono pagarne le conseguenze i liguri: metta giù il telefono e si occupi della Regione. Passando alle nostre critiche alla legge sul tpl: si è spacchettato tutto il sistema ligure, tornando indietro sull’Agenzia e non si è preso minimamente in considerazione l’integrazione ferro gomma. Le tariffe rischiano di aumentare, i servizi di peggiorare e non è escluso che non ci saranno problemi sull’occupazione. Se avessimo affrontato questi problemi come hanno fatto altre regioni avremmo governato la situazione; questa era l’occasione per mettere insieme una politica della mobilità degna di questo nome sul territorio regionale”.

 

 

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