Riforma Tpl, il M5S: Toti satrapo triste e solitario, scollato da realtà

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I consiglieri regionali del gruppo M5S Liguria
I consiglieri regionali del gruppo M5S Liguria
I consiglieri regionali del gruppo M5S Liguria

GENOVA. 30 LUG. “Dopo averci riflettuto a lungo, abbiamo deciso di abbandonare l’aula perché non possiamo accettare che un provvedimento importante, decisivo, come quello sul Tpl, sia discusso e approvato nel segreto del palazzo, senza la minima forma di partecipazione democratica e in assenza dei veri diretti interessati dal decreto, ovvero i lavoratori”.

Con questa motivazione il gruppo regionale M5S, insieme a tutte le forze di minoranza, ieri ha lasciato i banchi dell’opposizione, a sostegno dei lavoratori che dal mattino chiedevano di poter ascoltare la discussione del DDL 93 sul Trasporto pubblico locale, in aperto dissenso con la “linea autoritaria” della giunta Toti.

“Ci siamo trovati di fronte a una vera e propria sospensione dei diritti democratici da parte di Toti e la sua Giunta, allergici ad ogni forma di dissenso (anche pacifico), timorosi o incapaci di sostenere le proprie idee di fronte a chi la pensa diversamente. Toti ha voluto a tutti i costi anticipare ad oggi con una notevole forzatura, nonostante tutte le sigle sindacali e i lavoratori chiedessero di posticiparlo a settembre-ottobre, aspettando il decreto Madia e l’esito del ricorso alla Corte Costituzionale che potrebbero modificare alla radice gli scenari del Tpl.

 

La realtà è che, come si era già capito in Commissione, Toti non voleva ascoltare i lavoratori né studiare la possibilità di mantenere il bacino unico. Evidentemente l’unico vero interesse della Giunta è quella di difendere le solite lobby di cui sono i principali referenti.

L’andamento dei lavori del consiglio regionale rappresenta un pericoloso precedente per il futuro di questa istituzione, nelle mani di una giunta che preferisce trincerarsi nel palazzo piuttosto che confrontarsi con i lavoratori.

Toti, si è approvato  il decreto da solo con i propri accoliti, come un satrapo triste e solitario, ormai definitivamente scollato dalla realtà”.

 

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