Rifiuti, l’opposizione in Regione si spacca

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alice-salvatore-grillo
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La mozione M5S per la trasparenza sui rifiuti è stata approvata in Regione senza sostegno del Pd

Rifiuti, l’opposizione in Regione si spacca. Addio asse Pd-M5S. GENOVA. 29 OTT. Il M5S chiede una carta d’identità per i rifiuti con maggiore trasparenza nella filiera dello smaltimento, la giunta Toti e la maggioranza di centrodestra approvano la mozione dei grillini, ma il Pd si astiene e l’opposizione si spacca un’altra volta.

Stamane il movimento ligure di Beppe Grillo ha diffuso una nota in cui polemizza con i democratici, che l’altro giorno avevano gridato all’inciucio con la Lega Nord per la nomina del capogruppo Alice Salvatore al Tavolo regionale della Legalità, al posto di un consigliere del Pd.

“La stessa giunta Toti, attraverso l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone – dicono i grillini – ha aperto alla possibilità di una vera raccolta differenziata in grado di dare una nuova vita ai materiali, come chiediamo da tempo. Speriamo finalmente di essere davvero di fronte ad una svolta: progetti e programmi concreti su cui costruire il futuro della Liguria. Un primo segnale positivo lo abbiamo avuto nell’ultimo consiglio regionale con il voto favorevole alla nostra mozione con cui abbiamo chiesto che sia istituita una vera trasparenza economica nella filiera dei rifiuti. Spiace constatare che la mozione è stata votata favorevolmente da tutti tranne che dal gruppo PD che ha preferito astenersi. C’è da chiedersi: il Pd ligure è contento di come vanno male le cose in Regione sul fronte Rifiuti, o ci sono sotto altri interessi?”.

 

Se da un lato il Pd all’opposizione appare sempre più isolato, con l’approvazione della mozione di M5S la Regione si è impegnata ad inserire una clausola, nei contratti tra aziende gestrici e Comuni, che preveda la totale trasparenza e tracciabilità del ciclo dei rifiuti, permettendo ai singoli comuni di conoscere la destinazione dei rifiuti prodotti dai cittadini e la loro resa economica. Dall’altro lato, oggi il gruppo regionale del Pd ha spiegato che “per potenziare la raccolta differenziata servono maggiori investimenti sugli impianti”.

“Con la nostra mozione – prosegue il M5S – abbiamo anche ottenuto l’impegno da parte della giunta a modificare le tabelle della banca dati dei rifiuti. Ad essere esplicitati non dovranno essere più solo le percentuali e il peso del materiale differenziato raccolto, ma anche una serie di informazioni dettagliate. Una carta d’identità del rifiuto, grazie alla quale potremo conoscere provenienza, destinazione, luogo di stoccaggio e resa economica. Con questo livello di dettaglio potremmo avviare quella rivoluzione della differenziata da tempo auspicata, ma mai messa davvero in pratica, se non in piccole realtà più uniche che rare nel panorama disastroso della Liguria.  Ora ai voti devono seguire i fatti. Un primo banco di prova per la Regione potrebbe essere il tanto discusso impianto di Saliceti (Sp), che produce combustibile solido secondario. Rifiuti destinati ad essere bruciati, e a produrre, dunque, diossina, principale responsabile di tumori e linfomi, in un circolo vizioso che non ha più senso se è vero – come ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Giampedrone – che la Liguria “rifiuta” gli inceneritori. Invece di mantenere un impianto vetusto, inutile e dannoso come quello di Saliceti, noi abbiamo proposto in commissione, e lo ribadiremo in consiglio con un’interrogazione ad hoc, che sia riconvertito ad impianto di riselezione del materiale, nell’ottica di un riciclaggio davvero completo dei materiali”. Fabrizio Graffione

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