Ricordiamo Scola regista dell’ultima Bohème al Carlo Felice

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Ettore Scola con Vittoria Odino al Carlo Felice
Ettore Scola con Vittoria Odino al Carlo Felice
Ettore Scola con Vittoria Odino al Carlo Felice

GENOVA. 20 GEN. La notizia della morte del regista italiano Ettore Scola ha aperto questa mattina tutti i notiziari delle radio e delle tv comprese quelle francesi, che hanno ricordato il regista con emozione. “Ettore Scola, maestro del grottesco e dei rimpianti” titola il sito on line di Le Monde. Tutto il mondo del cinema e della cultura in generale è in lutto per la perdita di un grande artista, ma soprattutto  uomo di  di grande sensibilità .

Noi genovesi abbiamo avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo personalmente in occasione del suo ultimo lavoro che firmava la regia di Bohème, al Teatro Carlo Felice dal 17 dicembre al 3 gennaio 2016. Un allestimento che riportava l’immortale e amatissimo capolavoro di Giacomo Puccini con fedeltà nel clima parigino di fine Ottocento. Allestimento  che  proveniva della Fondazione Festival Pucciniano edizione 2014, quando il maestro Scola arrivò a Torre del Lago per un nuovo progetto. La sua Boheme debuttò in riva al lago di Puccini sabato 26 luglio 2014 per quella nuova produzione del Festival Puccini.

Scola dal primo luglio di quell’anno si trasferì a Torre del Lago per seguire l’allestimento dello spettacolo, felice di cimentarsi in una nuova esperienza, la prima per un titolo pucciniano: “Quando un regista di cinema si accinge a mettere in scena una grande opera lirica, parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi in video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di ‘modernizzare’ il melodramma si affollano nella sua mente inquieta. – disse il regista in un’intervista – Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già in tutte quelle opere, nella musica, nei sentimenti, nell’anima che le hanno rese eterne”.

 

Queste sue parole, franche e sincere si sono riscontrate a pieno nel suo lavoro, applauditissimo a Torre del Lago due estati fa ed applauditissimo solo un mese fa qui da noi al Carlo Felice.

A noi genovesi piace ricordarlo così, seduto in un angolo della prima fila del nostro teatro mentre osserva la sua Boheme.

FRANCESCA CAMPONERO

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