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Riciclaggio, chiesto rinvio a giudizio per Gabriele Volpi

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Gabriele Volpi

La procura di Como ieri ha chiesto il rinvio a giudizio del patron della Pro Recco e Spezia Calcio Gabriele Volpi, azionista Carige. L’accusa è di autoriciclaggio.

Secondo il procuratore capo di Como Nicola Piacente (ex procuratore aggiunto a Genova) e il pm Mariano Fadda, il businessman recchelino avrebbe fatto rientrare in Italia del denaro frutto di altri reati tra i quali bancarotta, fatture per operazioni inesistenti nella gestione della squadra della Pro Recco e attraverso la corruzione di funzionari della Nigeria.

In particolare, per questo ultimo aspetto, le accuse relative alla corruzione sono legate a alcune intercettazioni durante colloqui telefonici tra Volpi e Gian Piero Fiorani, l’ex banchiere di Lodi che gestirebbe quasi tutti gli affari di Volpi. Tuttavia, Fiorani non risulta indagato.


La procura ha chiesto il rinvio a giudizio anche per le persone ritenute organizzatori e ‘spalloni’ del traffico, tre mediatori finanziari di Lugano e per due emissari di Volpi che in tre occasioni avrebbero portato al tycoon 545mila euro in contanti.

Il primo è l’amministratore di società che Volpi controlla attraverso una società anonima del Lussemburgo mentre il secondo sarebbe legato a Fiorani. Volpi ha già un fronte giudiziario aperto a Genova dove Procura e Guardia di Finanza indagano su presunti pagamenti in nero ai giocatori della Pro Recco.

 

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