Rete a Sinistra difende i Mustang della Val d’Aveto: liberi

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Un branco di "Mustang" della Val d'Aveto: liberi nel nostro entroterra

GENOVA. 21 SET. Nell’area del Parco dell’Aveto, in Liguria, tra pascoli e faggete, vive un branco di cavalli selvaggi composto da una sessantina di esemplari, eredi di un piccolo gruppo di cavalli domestici abbandonati in natura circa vent’anni fa. L’incontro con i cavalli di razza Bardigiana, che da decenni trascorrono le estati in alpeggio, ha permesso la riproduzione e la nascita di nuove famiglie di cavalli che, nell’ultimo decennio, non hanno mai avuto rapporti con l’uomo.

Il loro comportamento in natura è del tutto assimilabile a quello dei Mustang delle praterie americane e della Mongolia. Il branco quindi si autogestisce durante le stagioni, seguendo i ritmi e gli insegnamenti della natura.

Questo progetto di legge si propone di tutelare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturalistico rappresentato dalla popolazione dei “cavalli selvaggi dell’Aveto”, unico esempio in Italia di totale autonomia in natura di una popolazione di equini.

 

«Bisogna trovare un equilibrio tra biodiversità e vita delle comunità locali – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, estensore della proposta di legge -. Non neghiamo che la libera circolazione dei cavalli possa creare un problema, ma è un problema che può essere risolto con metodi non cruenti. E anzi può trasformarsi sia in un’opportunità per la ricerca scientifica, sia in un volano per l’economia del turismo rurale della zona. In questi anni centinaia di studenti provenienti da ogni parte dell’Europasono saliti in Val d’Aveto per osservare i cavalli allo stato brado: l’interesse già esiste, occorre potenziarlo».

La proposta di Legge si articola su 3 indirizzi:

1. Il riconoscimento per la popolazione avetana di uno status giuridico ad hoc (popolazione selvaggia della specie Equus caballus) e la conseguente equiparazione, dal punto di vista sia  normativo sia gestionale, allo status di animale selvatico protetto.

2. Il riconoscimento da parte della Regione che i cavalli selvaggi dell’Aveto sono patrimonio naturalistico della collettività e l’istituzione di un “Santuario dei cavalli selvaggi dell’Aveto”, all’interno del quale gli individui riconosciuti come selvaggi siano effettivamente protetti da maltrattamenti e bracconaggio.

3. Il censimento e il monitoraggio della popolazione dei cavalli selvaggi dell’Aveto presenti nel territorio del Parco Naturale Regionale dell’Aveto e nelle aree contigue.

Inoltre il testo prevede la costituzione di un fondo per i comuni che si trovano a dover gestire la presenza dei branchi.

«A nostro parere i cavalli selvaggi rappresentano un valore del nostro territorio; un valore che vede pochi casi analoghi in Europa. Il punto è trovare un buon metodo per evitare danni ai paesi e alle proprietà. In questo senso il sistema delle catture finora impiegato non si è dimostrato efficace, non ha generato effetti positivi e ha prodotto soltanto spese evitabili – prosegue Pastorino -. Ma le ricerche scientifiche sul campo stanno facendo progressi e sono già disponibili nuove metodologie risolutive. Per questo abbiamo previsto un concorso di forze fra Parco dell’Aveto, Università di Genova e associazioni che già operano per la tutela della fauna selvatica: è infatti necessario trovare una soluzione equilibrata, un percorso ponderato capace di soddisfare entrambi gli interessi in gioco. A questo punto si tratta solo di voler percorrere questa strada: da qui la volontà di presentare questo PdL, nato da una fattiva interlocuzione con i promotori del progetto Wild Horsewatching – I Cavalli Selvaggi dell’Aveto».

 

 

 

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