Home Cronaca Cronaca Mondo

REPORTAGE INTERNAZIONALE. “TIRANA BEL SUOL D’ AMORE…”?(PRIMA PARTE)

0
CONDIVIDI
REPORTAGE INTERNAZIONALE. TIRANA BEL SUOL D AMORE...?(PRIMA PARTE)

Lo scalo ? tra i pi? piccoli delle capitali europee ma ? un bazar in continuo fermento. Ore 13:45 del 28 settembre scorso. Mi siedo al bar zeppo di clienti sotto gli ombrelloni firmati da marchi di sigarette famose. Chiacchiericcio querulo e distratto dei numerosi avventori. Una birra media alla spina marca “Tirana” di ottima qualit?, va gi? come una cascata antistress. Ci sar? da lavorare per affrontare la grande incognita e?incompiuta Capitale del Paese delle Aquile. No, in realt? capisco subito che non ? cambiato molto dal mio ultimo soggiorno albanese nel 2001. Credo che ci sar? invece da “divertirsi”, come allora.?La fila di taxi gialli regolarizzati con tanto di numero e stemma della Bashkia di Tirana, il Comune, questo si ? una novit?. Non lo ? la teoria di autisti privati che mi spalancano le portiere delle loro improbabili Mercedes 190 D impolverate e traballanti. Scelgo uno di loro. Tariffa fissa, nessuna sorpresa: 2000 Lek per il centro citt?. Non commetto l’errore di sedermi dietro, in Albania ? corretto affiancare l’autista sul sedile anteriore del passeggero. Si parte con un risata e un profferta di sigarette, fa parte del servizio, chi non fuma in compagnia non ? ben visto. Raggi di sole alto penetrano nell’abitacolo, Fatmir, il conducente del cassone tedesco color granata,?ha un testone grande e un sorriso rispettoso. Comincia la polvere, le mucche che macinano inebetite?erba semisecca tra?l’odore forte della spazzatura che fermenta ai lati della strada per Tirana. Zig-zag tra le buche, le pozze d’acqua fangosa?e il “velluto” d’asfalto che non t’aspetti?dei nuovi lavori per costruire il Corridoio 8, l’autostrada Made in European Union, che dal porto di?Durazzo dovrebbe portare dritti filati a Skopje, Sofia, Bucarest e Kiev…dovrebbe…dopo un paio di chilometri?? la “rruga” (strada)?di sempre. Tirana comincia all’improvviso, lungo un vialone senza alberi dove le corsie di marcia sono del tutto schizofreniche. Non si capisce se si guida tenendo la destra o la sinistra, in alcuni tratti sembra entrato in vigore il sistema circolatorio inglese…camion Man Diesel anni ’80 carichi di terra di risulta ondulano su balestre che sembrano altalene, betoniere Fiat o Iveco vecchie di una ventina di anni rullano il barilone sulla groppa sputando ogni tanto uno spruzzo di cemento. Fatmir, sigaretta a penzoloni sul labbro,?conosce al millimetro le “distanze di sicurezza”. I clacson cominciano un concerto che ha del melodico, se non fosse una sarabanda impazzita. Decidiamo insieme l’hotel dove portarmi. Anche questo ? un piacevole motivo di conversazione: il Tirana International? No, costa troppo. Il Dajti? No ? troppo vicino alla Presidenza della Repubblica, troppa confusione. Il Minir? No ? troppo popolare. Si punta dritti all’Arber. E’ in pieno centro, dietro Piazza Skanderberg, piccolo, lussuoso, confortevole e gestito da “belle bambine”. Fatmir?? tutto meno che un lenone, vuole semplicemente dire che la gestione dell’hotel Arber ? affidata a quattro ragazze giovani, belle, simpatiche, piene di dignit??e molto professionali. Andiamo all’Arber. (prima puntata. Segue). (nella foto: l’Aeroporto Internazionale Nene Tereza).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here