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REPORTAGE INTERNAZIONALE ALBANIA: “TIRANA BEL SUOL D’ AMORE…”

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REPORTAGE INTERNAZIONALE ALBANIA: TIRANA BEL SUOL D AMORE...

la Stazione dei Treni pi? del dovuto. Il discepolo barbuto di Allah si ? congedato da tempo. Mescolata al caffe turco, la grappa di vinaccia limpida come l’acqua?? una miscela corroborante che scioglie il cuore e la lingua. Il proprietario della Mercedes disastrata mi ha raccontato met? della sua vita in un’ora. Ha lavorato di recente?per l’UNDP (il Dipartimento dell’Onu per la Collaborazione con la Polizia Locale) come insegnante di sicurezza stradale nelle scuole pubbliche. Per ironia della sorte proprio un istruttore di educazione alla legalit? della circolazione distrugge la propria auto precipitando un una buca gigantesca nascosta dall’acqua torbida in modo fantozziano…ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Fatalismo e rassegnazione. Ci lasciamo con una stretta di mano e ognuno per la sua strada. Taxi. Ambasciata d’Italia. La sede diplomatica ? situata a nord della citt? nel quartiere elegante che ospita gran parte delle rappresentanze estere. Alla segreteria degli affari interni chiedo il numero di telefono dell’ufficio di Ylljet Alicka. Perch? dovrebbero saperlo? Lo sanno e me lo forniscono gentilmente perch? Ylljet ? il rappresentante in Albania per la Commissione Europea di Bruxelles per l’Informazione. Insomma non ? solo un poeta e regista, ? anche un “pezzo grosso”. Ma di una dolcezza di modi disarmante. Telefono. Mi risponde Loreta la sua pi? stretta collaboratrice. Capisce al volo dopo due cenni di presentazione e mi passa Ylljet. “Pronto dite – chiede Ylljet – in cosa posso esservi utile?”. Gli spiego in breve di essere il Capo Ufficio Stampa del gruppo musicale genovese “cover band” “Le Quattro Chitarre per De Andr?”, di Dieni, Cultrone, Bertolacci e Amore che va per la maggiore da tre anni a questa parte nel proporre in maniera fedele e classica le pi? belle canzoni e ballate di Fabrizio De Andr? in giro per l’Italia e con una tourn?e svizzera estiva alle spalle. De Andr?. Fabrizio. Faber. Sento dall’altra parte della cornetta una pausa di quattro o cinque secondi pi? eloquente di qualsiasi parola. “Siete a Tirana?” – mi chiede prima di avergli spiegato cosa vorrei da lui. Si. Rispondo. “Ho una riunione alle 11:30 – mi confessa Ylljet – ma mi libero per pranzo. Vorrei invitarla al ristorante. Ci vediamo davanti al Ministero dell’Istruzione Pubblica in Rruga Durresit alle 13:30”. Va bene. Rispondo. Torno all’Hotel Arber per ritirare il bagaglio. Saluto la?ragazza dallo sguardo intelligente e profondo della reception in elegante tailleur grigio chiaro?con un formale e distratto “Buongiorno e grazie”. Mi risponde serafica: “Buon viaggio. Ci vediamo presto, caro signore”. Vorrei darle almeno un bacio in fronte per la cortesia da “dolce stil novo” che mi ispira, ma non ? il caso. Fatti due calcoli dopo la pausa -pranzo con Ylljet avr? appena il tempo di saltare su un taxi e?andare dritto filato all’aereoporto “Nene Tereza”. Uscire da Tirana in auto “dritto filato” ? pi? di un eufemismo, diciamo che ??pura utopia.?Alle 13:30 in punto sono davanti al Ministero dell’Istruzione Pubblica. Aspetto non pi? di un minuto. “Dottore – sento dire lievemente alla mie spalle – dottore Di Meglio!” Mi giro ? Ylljet. Viso ovale, sguardo mite e vispo, altezza media.?E’?vestito con un’elegante giacca marroncina. Ci stringiamo la mano. Con calore. Attraversiamo la strada, zigzagando tra le Mercedes sgangherate?che sembrano telecomandate da un burattinaio cieco, non accennano alla frenata neanche a due metri dal passante.?Ci sediamo ad tavolo dell’osteria frequentata dai ministeriali dell’istruzione albanese. Ambiente familiare e discussioni sommesse, profumo di carne di agnello alla brace e misto di cipolla e cerfoglio. Con noi c’? la fida Loreta. Bella donna, distinta e dotata di una calma olimpica. Ho la netta impressione di aver pranzato con Ylljet e Loreta gi? chiss? quante volte. E per loro ? evidente la stessa sensazione. Spiego a Ylljet di voler portare in Albania in tour lo spettacolo di musica e recital poetico dal titolo “Canto d’amore corrisposto”, scritto e diretto da Pasquale Dieni con l’accompagnamento vocale cantato ma anche parlato di Enrico Cultrone. L’idea lo stimola. Gli fa emergere ricordi forti. Loreta ci osserva con occhi incuriositi ma fermi. Ylljet prende appunti. Mi spiega che di queste cose se ne occupa un collaborando con l’Istituto Italiano di Cultura ptresso l’Ambasciata Italiana ma?l’attuale Direttore Attilio De Gasperis sta per lasciare l’incarico a novembre per andare a coprire la stessa carica a Damasco in Siria. Non si sa bene ancora chi lo sostituir?. Forse l’attuale Direttore dell’omologo istituto a Barcellona che sta decidendo se trasferirsi a Titana. Appena il cambio della guardia sar? definitivo e?lo scambio?di consegne formalizzato, si potr? partire con il progetto “Le Quattro Chitarre live in Tirana”; giocando come ragazzini?gi? abbiamo coniato lo slogan della manifestazione. “Agli albanesi piace Fabrizio – mi dice con occhi scintillanti Ylljet – abbiamo gi? fatto un concerto a lui dedicato il 5 giugno del 2003 alla presenza di Dori Ghezzi ma eseguiva Faber un cantante locale, per quanto bravo ci piacerebbe un gruppo italiano e perlopi? genovese”. Finiamo l’abbondante pranzo con un budino di latte di pecora coperto di miele. Ci salutiamo con un bacio sulle guance. Ormai siamo tre amici con una passione nel cuore difficile da estirpare. Salto sul primo taxi che passa in Rruga Durresit. “All’aeroporto, presto!” E mi trovo una sigaretta in mano e un accendino accesso che aspetta davanti al mio viso. (Sesta ed ultima puntata. Fine).
Marcello Di Meglio.
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(nella foto: Marcello Di Meglio davanti all’affresco-mosaico che impera su Piazza Skanderberg dal Museo Kombetar-Nazionale).

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