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REPORTAGE INTERNAZIONALE ALBANIA: “TIRANA BEL SUOL D’ AMORE…”

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REPORTAGE INTERNAZIONALE ALBANIA: TIRANA BEL SUOL D AMORE...

ante e orientaleggiante negli anni ’50 e ’60, quando Enver Hoxha, convinto che anche Stalin, Krusciov?e il colosso sovietico tutto?fossero interessati a inglobare?il Paese delle Aquile con un invasione militare che avrebbe russificato l’Albania?nel giro di due giorni. Cos? si svegli? un mattino e blind? il Paese con 3000 bunker di cemento e decine di migliaia di paletti?di ferro appuntiti anti-paracadutisti.?I numerosi bunker in cemento piantati nel terreno rurale quanto urbano come funghi ?- che peraltro stanno scomparendo – di cui era disseminato tutto il? territorio nazionale li fece costruire da una ditta svizzera specializzata, proprio pi? per l’immaginario nemico moscovita che per i Marines Usa.?Uno di questi edifici progettati e innalzati dai consulenti di Pechino?a Tirana?? il Pallati Kongreseve, ovvero il Palazzo dei Congressi. Fu utilizzato per decenni per le riunioni di massa del popolo adorante verso la nomenklatura monocratica di Enver e dei suoi pochi fedelissimi come il delfino Ramiz Alia, che alla morte di Hoxha nel 1985 ha trascinato faticosamente e antistoricamente fino alla rivoluzione di piazza del marzo 1991, gli?ideali stalinisti in picchiata verticale, il sistema di controllo poliziesco condominiale imperniato sul burocratico e sclerotico servizio segreto della “Sigurimi” e il resto della gestione collettiva di un’economia sempre pi? innaturale nei confronti dei venti dell’edonismo reganiano e della conseguente “Milano da Bere” craxiana di cui qualche seppur raro e piccolo refolo giungeva anche oltre Adriatico, grazie alle parabole tv tenute nascoste e protette come un ebreo durante i rastrellamenti nazisti nell’Europa anni ’40-’45. Il 28 settembre scorso, il giorno della mia rocambolesca ricerca di Ylljet Alicka,?guarda caso per le 18 ? prevista al Palazzo dei Congressi, che ? sempre lungo il Bulevardi Deshmoret e Kombi, poco prima dell’Universit? littoria, la sfarzosa inaugurazione della “Panairi. Nderkombetar i Mobilerise”, ovvero la Fiera dell’Artigianato?dei Mobili?e dell’Arredamento da casa e da ufficio. Un centro commerciale luccicante e luminoso, dedicato perlopi? a mobili, divani, letti, cucine componibili, elettrodomestici, porte, blindate o da interni, arredi da ufficio e tutto quanto di pi? moderno l’industria dell’arredo locale pu? offrire al momento al popolo albanese che infatti affolla e preme per partecipare all’inaugurazione come?fosse per noi – tanto per fare un esempio – ?una ipotetica?finale di Champions League tra Roma e Juventus.?La prolusione un po’?comizievole davanti al nastro rosso da tagliare all’ingresso del Palazzo Congressi, la fa il Ministro dell’Economia, Commercio ed Energia, Genc Ruli.?Una telecamera puntata per la diretta televisiva su TVSH,?cinque o sei fotografi-stampa che lavorano senza spintoni?e senza il tipico?stress occidentale causato da guardie del corpo zelanti e pettorute pronte a roteare mani e braccia sui volti e le braccia dei reporter come spesso succede da noi. C’? invece un clima rilassato di festa da paese. Giro inaugurale del Ministro tra gli stand. I mobili sono un’accozzaglia di stile anni ’80, ’90 e moderno. Il dato economicamente rilevante sono le partnership albanesi, kosovare e italiane che hanno dato vita alla produzioine di mobilio e arredo completo per la nuova magione omniconfort del cittadino tiranese.?Simpatiche, carine?e gentili le hostess e le dimostratrici presso i padiglioni. Prezzi almeno la met? o anche meno della media dei nostri costi del materiale d’arredo. Un occhio puntato anche sulla tradizione locale dopo la?fame insaziabile di mobili italiani degli ultimi dieci anni?che ha indotto gli albanesi a dotare la propria casa almeno di una poltrona, o un divanetto, o un tavolino o un com? Made in Italy. Ora non ce n’? pi? bisogno. Si fabbrica in parte qui, in parte in Kosovo e si importa quel poco del dovuto, rinasce l’orgoglio produttivo, imprenditoiriale e creativo albanese. Buon segno. (quarta puntata. Segue).

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