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RENZI A BAGHDAD E ERBIL: “IN IRAQ IN ATTO UN GENOCIDIO, NON RESTEREMO IN SILENZIO”.ARMI AI CURDI

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OLYMPUS DIGITAL CAMERABAGHDAD/ERBIL 21 AGO “A Srebrenica in Bosnia nel 1995 fu un genocidio e la comunità internazionale rimase zitta, i Caschi Blu silenti. Oggi in Iraq siamo in una situazione per alcuni aspetti simile, ma in realtà quello che sta avvenendo in alcune zone della Siria e dell’Iraq è la stessa cosa, un genocidio. Credo che la comunità internazionale possa permettersi tutto tranne che restare in silenzio”. Così Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ieri ai giornalisti prima della partenza dall’Aeroporto di Erbil alla fine della sua missione lampo in terra irachena.

“L’Europa in questi giorni deve essere qui, altrimenti non è Europa, perchè chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre”. Matteo Renzi giunge in mattinata verso li 11.30 a Baghdad per una visita lampo nella doppia veste di Premier italiano e Presidente di turno della Ue, proprio mentre a Roma le Camere decidono il sostegno del nostro Paese alla resistenza curda con l’invio di armi leggere e pesanti e altro materiale militare logistico e di telecomunicazioni.

Sui siti d’informazione di tutto il mondo sono ancora presenti le raccapriccianti immagini dello sgozzamento del giornalista americano James Foley per mano di un “assassino in nero” dell’Isis dall’accento fortemente britannico e Renzi vola a Baghdad ed Erbil. Al presidente curdo Barzani Renzi assicura: “Questa battaglia contro il terrorismo noi la vinceremo, voi la vincerete”.


Nella capitale irachena il Presidente del Consiglio incontra il Premier uscente Al Maliki ed esprime amicizia e vicinanza al Governo e al popolo iracheno. C’è uno spirito di amicizia tra i nostri popoli e i nostri Governi, oggi è arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari, ha ricordato Renzi. Che nel pomeriggio dunque ha poi visitato un campo profughi ad Erbil. Da Presidente della Ue ha ammonito: “L’Europa deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia è messa in pericolo”.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ai profughi perlopiù curdi e di etnia Yazidanon musulmana di Erbil ha detto: “Avevo 20 anni la comunità internazionale rimase zitta e ferma davanti al genocidio di Srebrenica. Molti della mia generazione giurarono “mai più”. Ora la situazione è diversa ma ciò che succede in alcune zone dell’Iraq e della Siria è uguale ad un genocidio: donne divisi dagli uomini e destinate ai bordelli di Mosul, bambini fucilati, giornalisti decapitati”. Così Matteo Renzi prima di lasciare Erbil e di ripartire per l’Italia. “L’Europa può permettersi tutto tranne il silenzio perchè la battaglia qui è nel cuore dell’Europa”.

Non poteva mancare un messaggio su Twitter: “L’Europa non è solo spread e vincoli, – ha scritto il premier dal volo di Stato – è nata per difendere una certa idea di mondo e di dignità dell’uomo”.

Quanto alla situazione sul campo, Renzi ha anche sottolineato come l’integrità della regione e dell’Iraq è fondamentale per la stabilità di tutta l’area. Ma ora serve individuare una strategia chiara per uscire dalla situazione di violenza.

Lo stesso Premier di Baghdad Al-Maliki si è rivolto a Renzi come Premier italiano, ma anche come Presidente di turno dell’Unione Europea. Al Maliki ha citato il suo passo indietro dalla premiership come un atto dovuto. “Non dovete avere paura della democrazia in Iraq – ha affermato il Premier locale uscente – è una democrazia giovane, ma noi ci teniamo”. Per Renzi “[…]è importante l’individuazione di una strategia chiara per far uscire l’Iraq da una situazione di violenza”.

Il primo inquilino di Palazzo Chigi ha sottolineato l’importanza della opportunità costituita dal nuovo governo guidato da Al-Abadi, i due hanno affrontato i temi della sicurezza e della lotta al terrorismo, con riferimento anche al barbaro assassinio a freddo del giornalista americano James Foley da parte di un tagliagole dell’Isis in Siria.

pinottirobertaalnLa visita lampo di ieri di Matteo Renzi in Iraq avviene nello stesso giorno in cui a Roma, dopo il via libera delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, ha spiegato che l’invio di armi ai curdi si rende ora necessario perché: “il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che riguarda l’Europa e anche l’Italia”.

E anche il Ministro della Difesa, la genovese Roberta Pinotti (in foto), ha ricordato che in Iraq “[…]è in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale” e l’Italia “non è sola nella difesa di popolazione inermi perchè già altri Paesi Europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati in questo senso”.

Innalzato il livello di vigilanza sul territorio italiano nei confronti di tutti gli “obiettivi sensibili” a rischio terrorismo. Minacce non mirate, nessun indicatore preciso che riguardi il rischio di attentati in Italia ma l’attenzione è alta e un richiamo, a livello nazionale, è stato diramato su tutto il territorio. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni in una informativa a Prefetti e Questori parla di “allerta” sugli obiettivi sensibili.mogherinifedericaln

Nell’audizione in Parlamento il Ministro degli Esteri Mogherini (in foto)ieri mattina aveva appunto parlato della minaccia che l’Isis rappresenta anche per il nostro Paese, così come per l’Europa. La sicurezza Italiana dunque viene innalzata su tutti i cosiddetti “obiettivi sensibili”: ambasciate e consolati, luoghi di aggregazione e di culto, stazioni, porti, aeroporti e agenzie di viaggio

Marcello Di Meglio

2 COMMENTI

  1. Renzi, ma pensa ai problemi di casa nostra che c’è ne sono tanti, troppi e ricordati l’articolo 11 della Costituzione italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

    Ma poi armare i curdi iracheni. Quelli in Turchia sono una razza inferiore?

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