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Regione, salta diretta Tv. Pd prima urla censura, poi si corregge: solo un errore tecnico

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La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita e il consigliere Juri Michelucci

GENOVA. 16 MAG. Il M5S e il Pd in Regione, stamane hanno chiesto ed ottenuto la sospensione momentanea della seduta del consiglio dopo che i consiglieri erano stati informati della sospensione della diretta TV, da parte dell’emittente preposta Telenord.

La diretta era stata sospesa proprio durante la discussione di una mozione di censura all’assessore all’Agricoltura Stefano Mai (Lega) per la gestione dell’assessorato e in particolare del parco di Montemarcello Magra Vara su cui aveva presentato modifiche che erano state respinte dalla sua maggioranza.

La capogruppo del M5S Alice Salvatore ha chiesto la sospensione “per capire cosa stia succedendo” indicando una possibile “censura”. La capogruppo del Pd Raffaella Paita si è accodata alla collega pentastellata, intervenendo in aula e parlando “di strane coincidenze, anzi di vera censura”.


“Quando vengono criticate le opposizioni – ha aggiunto Paita – la diretta Tv funziona, quando si critica la giunta per qualche motivo la trasmissione salta”.

Il presidente del Consiglio Francesco Bruzzone (Lega) ha replicato con serenità: “Non si tratta di censura, non ci sono stati nostri interventi sulla Tv”.

Oggi pomeriggio è arrivata quindi la marcia indietro della capogruppo del Pd.

“In merito alle polemiche di questa mattina in Consiglio regionale – ha dichiarato Paita – per la mancata diretta streaming della seduta in cui si discuteva una mozione di censura nei confronti dell’assessore Mai, abbiamo appurato, nel corso della conferenza dei capigruppo, che si è trattato di un disguido tecnico.

In quella sede, infatti, è stato chiarito che, da parte di Telenord, non c’è stata alcuna volontà di censurare la seduta di Consiglio. Questa discussione sull’assessore Mai verrà ripresa la prossima settimana”.

Più cauto, ragionevole e concreto il capogruppo di Rete a Sinistra Gianni Pastorino: “Questa mattina si è verificato un evidente equivoco per quanto riguarda lo streaming e la diretta televisiva del consiglio regionale. Equivoco a nostro giudizio non addebitabile né alla volontà del presidente del consiglio Bruzzone, né agli uffici della Regione o agli operatori della rete televisiva che ha l’incarico di riprendere i lavori dell’aula.

Ciò che preoccupa è che la Regione non abbia un suo canale di streaming dedicato. Riteniamo necessario che la regione si renda autonoma, assicurando la ripresa televisiva e lo streaming indipendentemente dalle condizioni tecniche attualmente disponibili”.

 

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