Regione Liguria a Suetta: macché deportati, polizia fa il suo lavoro

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Il vescovo della diocesi di Sanremo ventimiglia, Antonio Suetta
Il vescovo della diocesi di Sanremo ventimiglia, Antonio Suetta
Il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, il loanese monsignor Antonio Suetta

GENOVA. 31 MAG. “Evocare le deportazioni, usate dai regimi totalitari nazisti e comunisti mezzo secolo fa, e accostarle all’operato delle forze dell’ordine che ogni giorno sono impegnate nel sempre più difficile compito di far rispettare le leggi europee e nazionali è un grave errore che rischia anche di generare pericolosi conflitti sociali”.

Lo ha dichiarato oggi la vicepresidente e assessore regionale alla Sicurezza e all’Immigrazione Sonia Viale in merito ad alcune dichiarazioni del vescovo delle diocesi di Ventimiglia-Sanremo, il loanese monsignor Antonio Suetta, che ha annunciato l’intenzione di vietare l’accesso ai poliziotti nei locali parrocchiali, dove sono ospitate alcune decine di immigrati, per evitare ‘deportazioni’.

“Penso che sia doveroso portare rispetto e soprattutto ringraziare chi, come le forze di polizia, per stipendi che a volte non arrivano ai 1.500 euro al mese, mette a rischio la propria vita per la sicurezza delle nostre comunità e per il rispetto delle leggi – ha aggiunto la vicepresidente Viale – nulla a che vedere con le cifre che ruotano intorno alla disponibilità di accoglienza annunciata dal vescovo Suetta, ovvero: tendopoli per 240 immigrati, che a 35 euro al giorno a persona valgono 250 mila euro al mese per un totale di 3 milioni di euro all’anno”.

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