Regione. Interrogazione M5s su farmaci antiblastici

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Interrogazione di Battistini (M5s) sui farmaci antiblastici
Interrogazione  di Battistini (M5s) sui farmaci antiblastici
Interrogazione di Battistini (M5s) sui farmaci antiblastici

GENOVA. 5 AGO. Ieri, in sede di Consiglio regionale Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta anche dai colleghi Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani, in cui ha chiesto che la somministrazione dei farmaci antiblastici endovenosi venga effettuata anche negli ospedali di Sarzana e Levanto, mentre attualmente il servizio è attivo solo presso l’ospedale del Felettino della Spezia. Battistini, inoltre, ha chiesto alla giunta di istituire rapidamente  i punti di accesso alle cure chemioterapiche per via endovenosa presso l’ospedale di Sarzana e presso l’ospedale di Levanto.

Il consigliere ha denunciato i disagi dei pazienti oncologici che «sono costretti a frequenti trasferimenti dalle aree periferiche della provincia spezzina sino all’ex ospedale del Felettino della Spezia, trasferimenti particolarmente gravosi sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico, soprattutto nella fase di rientro dalla seduta chemioterapica quando gli effetti collaterali dei farmaci assunti cominciano a manifestarsi talvolta anche in maniera molto pesante». Secondo Battistini l’estensione del servizio non avrebbe costi aggiuntivi e potrebbe intercettare un bacino di utenza extra regionale proveniente dal Comune di Aulla (MS) e dalla bassa Lunigiana (MS), andando ad incidere positivamente sulle entrate economiche del Servizio Sanitario.

L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha precisato che la somministrazione di queste cure deve avvenire sotto controllo medico continuativo ed in un luogo dove è possibile la capacità di intervento in caso di eventuali effetti collaterali, potenzialmente gravi. Non sono quindi luoghi consentiti le case della salute o gli ospedali di comunità. «Nell’ambito della Asl 5 l’unico presidio proponibile  è dunque quello di Sarzana – ha detto – dove è già peraltro presente un ambulatorio oncologico che deve essere potenziato con personale. Deve inoltre essere posta in atto una procedura controllata, idonea per il trasferimento dei farmaci». L’assessore ha quindi annunciato che l’Agenzia sanitaria, che è stata interpellata «ritiene perseguibile la collocazione della terapia  a Sarzana». Ha concluso:«Sono in atto i necessari approfondimenti per recuperare risorse aggiuntive».

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