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Regione, inaugurata sala Liguri nel Mondo. Toti: emigravano per lavorare

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Liguri nel Mondo: Toti, Viale e Bruzzone premiano Franco Barabino

GENOVA. 23 GIU. È stata intitolata “Liguri nel mondo” la sala inaugurata oggi all’11° piano della sede di Via Fieschi della Regione Liguria.

“Si tratta di un riconoscimento che abbiamo fortemente voluto – ha spiegato il presidente della Regione Giovanni Toti – per ricordare la storia della nostra regione e in particolare di Genova che ha rappresentato per decenni il punto di partenza per migliaia di emigranti in cerca di fortuna e di lavoro all’estero. Donne e uomini liguri che in molti casi si sono distinti nel proprio lavoro in svariate parti del mondo, in particolare nelle Americhe, dove hanno contribuito allo sviluppo economico dei Paesi che li hanno ospitati.

Ancora oggi ci sono vivacissime comunità liguri che tengono ben saldo il rapporto con la propria terra di partenza, senza dimenticare le proprie origini sebbene siano ormai da generazioni integrate nella loro nuova Patria”.


La vicepresidente Viale ha ricordato l’attenzione rivolta dall’Amministrazione regionale al tema dell’emigrazione attraverso diverse iniziative: “Mantenere un costante dialogo con le varie comunità dei liguri nel mondo è un preciso impegno di questa amministrazione regionale. Non dobbiamo dimenticare che la collaborazione con le associazioni che riuniscono i nostri concittadini nel mondo può costituire anche un’opportunità per il nostro turismo. Stiamo studiando iniziative che possano incentivare i liguri nel mondo a tornare qui, nella loro terra, per scoprire o riscoprire le proprie origini”.

Il presidente dell’Assemblea legislativa Francesco Bruzzone è intervenuto parlando in genovese, come aveva già fatto in passato nell’aula consiliare: “La nostra lingua, quella delle radici mai tagliate, ci accomuna al di là delle diverse lingue ufficiali. Sempre di parola e lavoratori molto alacri, gli emigranti liguri hanno spesso assunto posizioni di rilievo rendendoci profondamente orgogliosi di loro.

Molti erano quelli che lasciavano le valli del nostro entroterra, oggi prezioso scrigno per il turismo verde dove un’agricoltura di nicchia alimenta un riscoperto patrimonio enogastronomico, ma dove un tempo la terra andava strappata palmo a palmo alle rocce”.

Bruzzone, infine, ha sottolineato il ruolo dell’Associazione Liguri nel Mondo “che rafforza il legame di appartenenza ad una comunità e travalica i confini delle terre di accoglienza, offrendo un aggancio con le proprie origini a quanti, dai diversi Paesi, si sentono comunque liguri”.

Al termine della cerimonia è stata consegnata la targa di “Ligure illustre” a Franco Barabino, fondatore della Federazione Associazione Emigrati Liguri in Svizzera.

 

5 COMMENTI

  1. I nostri migranti hanno passato le pene del’inferno, lavoravano nelle miniere, qualcuno ci lasciava la pelle, e venivano controllati sino al buco del c….o!!!costretti a vivere con i familiari perché scrivevano sui portoni (c’est interdit aux chien et aux italien!!! Totò direbbe ma mi faccia il piacere, volete paragonare i nostri migranti con il ben godi di questi??? VERGOGNA!!!!!

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