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REGIONE. DISCUSSIONE SULLA PRESENZA DI AMIANTO NEGLI EDIFICI SCOLASTICI GENOVESI

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vasche amianto acqua

vasche amianto acquaGENOVA. 5 FEB. Ieri, in sede di Consiglio regionale in merito alla necessità di bonificare dall’amianto gli edifici scolastici genovesi sono state presentate tre interrogazioni, una da Matteo Rosso (FI), la seconda da Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) e la terza da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania)

Rosso (FI) ha affermato che la Regione ha destinato alla bonifica da amianto degli edifici scolastici genovesi soltanto 600 mila euro dei 4 milioni stanziati dal Governo per la Liguria mentre «quasi un terzo del patrimonio scolastico genovese necessita di una bonifica». Rosso ha chiesto, quindi, alla giunta a quanto ammonterebbe il finanziamento necessario per un bonifica totale degli edifici scolastici genovesi e in che modo e con quali criteri siano stati ripartiti gli attuali fondi.

Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha ricordato che, grazie al “Decreto del fare” è in arrivo un finanziamento statale di 4 milioni di euro per la Liguria destinati alla ristrutturazione e alla bonifica degli edifici scolastici. La priorità, a detta di Siri, viene attribuita all’eliminazione e allo smaltimento dell’amianto dalle scuole.
Il consigliere ha precisato che nel capoluogo ligure sarebbero ben 870 le cisterne da sostituire: preventivando una spesa di circa duemila euro ad intervento, sarebbero necessari oltre un milione e 700 mila euro per completare la bonifica.
La Regione, invece – ha detto Siri – avrebbe stabilito una ripartizione dei fondi statali che prevedrebbe per il Comune di Genova soltanto 600 mila euro».


Bruzzone (Lega Nord Liguria- Padania) ha sottolineato che, a 21 anni dalla messa al bando per legge, l’amianto è stato tutt’altro che eliminato e bonificato.
Anche Bruzzone ha rimarcato che a suo avviso lo stanziamento assegnato dalla Regione a favore del Comune di Genova è inadeguato e ha chiesto alla giunta se non ritenga di dover rivedere la decisione ed assegnare al Comune di Genova un contributo più adeguato alle proprie necessità: «E’ chiaro che il problema non si risolve con la bacchetta magica – ha detto – ma quello che si può fare va fatto. Dobbiamo capire se la denuncia corrisponde al vero».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’edilizia Giovanni Boitano: «Il problema della sicurezza sanitaria per quanto riguarda l’amianto non sussiste nelle scuole. Esiste il problema dello smaltimento dell’amianto in generale e di messa a norma delle scuole.
E’ vero, il decreto del fare ha stanziato 4 milioni per la Liguria. Era il 20 agosto del 2013: il giorno dopo il mio assessorato ha spedito una lettera all’Anci e ai Comuni liguri segnalando questa opportunità.

Con una delibera giunta del 3 settembre 2013 abbiamo stabilito i criteri di riparto finanziando non solo gli interventi sull’amianto, ma dando comunque priorità a questi ultimi. Subito dopo abbiamo avuto un incontro con l’assessore all’ambiente del Comune di Genova e con il direttore comunale da cui è emerso che le cisterne da smaltire sono 870 solo nel Comune di Genova.

In base ai criteri fissati, sono stati finanziati tre progetti per complessivi 41 interventi per una spesa complessiva di 954 mila euro a fronte di una richiesta che superava i due milioni di euro. In pratica riusciamo a coprire il 50% delle esigenze. Tolti questi 950 mila euro, i fondi rimanenti andranno al resto del territorio: le domande sono arrivate il 16 settembre e contenevano 101 progetti.

Il 15 ottobre è stata fatta la delibera con l’impegno di spesa. Su 101 progetti, 76 sono stati dichiarati ammissibili, 30 sono ammessi a ricevere il contributo, circa la metà quindi.

Entro il 28 febbraio 2014 verrà effettuato il riparto dei fondi, ma è già chiaro che i 4 milioni non sono sufficienti per coprire tutte le esigenze: secondo una prima valutazione, la cifra necessaria si aggira sui 10 milioni di euro. Valuteremo come giunta se aggiungere qualcosa a quanto ricevuto dallo Stato anche perché, come ha ricordato il consigliere Siri, il nostro territorio è stato recentemente colpito da alluvioni, ragion per cui si potrebbero ridimensionare gli ulteriori fondi originariamente previsti dalla Giunta regionale per soddisfare queste esigenze».

Rosso ha replicato: «Dalla lunga risposta dell’assessore si capisce che ancora nulla di concreto è stato fatto. Vorrei sapere quali sono le scuole dove si interverrà».

Siri ha chiesto di ricevere una nota per conoscere nel dettaglio le decisioni prese: «Auspico che sul problema amianto venga attivata una programmazione di interventi in modo da risolvere definitivamente la questione in un numero di anni certo ».

Bruzzone si è detto soddisfatto della risposta che ha dato il quadro di quello che è avvenuto: «Questo non significa essere soddisfatti dello stato di soluzione del problema amianto nel suo complesso. E’ chiaro che sono necessarie nuove energie, nuovi investimenti e in questo momento la coperta economica è corta. Non dobbiamo fare della demagogia, ma avviare un programma di interventi per portare a zero la presenza dell’amianto nelle scuole».

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