Regione, chiesto l’intervento del Prefetto

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fiamma spena prefetto genova
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Pd, M5S e Rete a Sinistra scrivono al Prefetto Fiamma Spena: “Toti è stato antidemocratico”

GENOVA. 3 NOV. I capigruppo regionali di Pd, M5S e Rete a Sinistra hanno chiesto oggi l’intervento del Prefetto di Genova, Fiamma Spena, per la decisione “antidemocratica” del governatore Toti di non discutere la proposta di legge sulla riduzione dei costi della politica, presentata la scorsa settimana dal capogruppo di Rete a Sinistra Giovanni Battista Pastorino. La lettera inviata al rappresentante del Governo è stata firmata da Raffaella Paita, Alice Salvatore e Pastorino. Si apre così uno scontro istituzionale e un problema, molto sentito dai cittadini, sul quale la giunta di centrodestra potrebbe non trovare credibili giustificazioni.

Il testo della proposta di legge, intitolata Opportunità scuola, prevedeva il dimezzamento di tutti gli appannaggi economici spettanti ai consiglieri e ai componenti della giunta regionale. Il denaro risparmiato da tali costi della politica, sarebbe poi stato destinato all’acquisto di testi scolastici da distribuire gratuitamente, in comodato d’uso, agli studenti liguri. In aula il presidente della giunta ha “chiamato” la votazione per non procedere al passaggio degli articoli della proposta di legge, che aveva peraltro seguito un iter procedurale corretto in commissione. La decisione è stata votata dai consiglieri di maggioranza, incluso il presidente del consiglio Francesco Bruzzone (Lega Nord), che si sono appellati anche al Regolamento del Consiglio Regionale. L’assemblea, quindi, non si è potuta esprimere sui singoli articoli, né sul testo della proposta di legge.

Le opposizioni sono insorte e nella lettera inviata oggi al Prefetto, al quale chiedono un suo interessamento, sostanzialmente affermano: “I fatti avvenuti sono gravissimi e ledono la democrazia. L’interpretazione del Regolamento è errata. Pur comprendendo la difficoltà dell’attuale maggioranza a votare un provvedimento che riduce i costi della politica, le possibilità di garantire un reale processo democratico c’erano tutte. Si tratta di un preoccupante precedente, lesivo del lavoro di tutto il Consiglio regionale”. Fabrizio Graffione

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