Regione, amico fraterno Rixi lascia rimborso e raddoppia impegno

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salvini rixi
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Violento attacco ad amico fraterno di Rixi per colpire Salvini: Carratù lascia il rimborso spese da 400 euro al mese in Regione e raddoppia l’impegno politico contro il malaffare

GENOVA. 19 FEB. Dopo i violenti attacchi, lascia il rimborso spese e raddoppia l’impegno politico a favore dei cittadini onesti e contro il malaffare, con più tenacia di prima e senza farsi intimidire da avversari politici e media schierati.

Poco fa, Andrea Carratù, l’amico fraterno di Edoardo Rixi, ha rescisso il contratto con la Regione, rinnovato e firmato l’8 gennaio scorso dal governatore Giovanni Toti, come segretario personale dell’assessore allo Sviluppo economico.

Il compenso era di circa 400 euro netti al mese. In sostanza, niente altro che un rimborso spese: nulla a che fare con Spese pazze, voto di scambio, favoritismi a parenti e amici.

 

Ieri sera, Carratù aveva annunciato di mettersi a disposizione del segretario della Lega Nord Liguria. Stamane, Rixi ha confermato che “l’amico fraterno” rimarrà al suo  fianco come stretto collaboratore politico “per fare delle cose a favore di tutti i cittadini onesti e contro le varie caste e le mafie, che ormai sono arrivate al Nord”. Più uniti e forti di prima.

“Ho rinunciato a un compenso di poco più di 400 euro netti al mese – ha spiegato Carratù – per evitare ulteriori polemiche contro la Lega e la giunta Toti. Stamane ho rescisso il contratto con la Regione. Dopo questa vicenda e i violenti attacchi, il mio impegno politico a fianco di Edo raddoppia. Vado avanti più forte e con più tenacia di prima”.

L’amico fraterno, che Rixi frequenta da molti anni, era finito nel mirino di un “disgustoso e vigliacco attacco” di Rete a Sinistra, Pd, M5S e media schierati, solo per il fatto che l’anno scorso è diventato pure suo cognato, ossia un parente “affine” e non diretto. Un fatto ben noto a tutti da tempo perché sempre riferito in modo onesto e trasparente da Rixi e Carratù, i quali non hanno mai nascosto nulla. Anzi, tutti sapevano che era stato proprio l’amico a presentargli la sorella di sua moglie.

Carratù, successivamente alla vittoria del centrodestra, aveva inviato in Regione un curriculum di tutto rispetto. Il contrattino come segretario personale, pertanto, era del tutto regolare, legittimo e vantaggioso per i liguri: tanta resa e poca spesa.

La vicenda è stata quindi riportata sui media schierati soltanto ora, ossia all’indomani delle legittime critiche di Matteo Salvini a taluna magistratura, del discutibile rinvio a giudizio di Rixi e del caso De Paoli, il consigliere regionale leghista messo alla gogna solo per sentito dire.

Nessuna violazione della norma o del bon ton. Piuttosto, un diritto negato, che è un fatto gravissimo, oltre a una campagna politica fatta ad arte e sostenuta dalla gogna mediatica sul nulla, che, tuttavia, hanno prodotto l’effetto contrario. Lascia e raddoppia. Fabrizio Graffione

 

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