Regione ad allevatori: non fatevi rifregare, Parmalat senza scrupoli

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Il volantino web dei genovesi che girava tra i social network: ora spuntano nuovi acquirenti per il nostro latte
Il volantino web dei genovesi che gira online tra i social network: no ai ricatti delle multinazionali
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GENOVA. 23 APR. Parmalat dà lavoro, ma il boicottaggio dei liguri, che hanno detto no ai ricatti, funziona. La multinazionale Parmalat-Lactalis avrebbe perso in pochi giorni il 5-6 per cento di fatturato nella nostra regione. Il direttore generale di Parmalat è venuto a Genova per rimediare. Incredibilmente non ha fatto marcia indietro, né ha offerto un aiuto economico ai nostri allevatori lasciati a bocca asciutta dopo anni di onesto lavoro, ma ha solo offerto il supporto di know how perché loro tirassero fuori dei soldi da investire sulla pastorizzazione del latte, in modo che potesse essere solo eventualmente ricomprato dalla multinazionale che adesso lo sta acquistando a prezzo più basso altrove.

“Dico agli allevatori dell’entroterra genovese di fare attenzione a non farsi fregare un’altra volta – ha dichiarato l’assessore regionale Stefano Mai – perché Parmalat Lactalis ha dimostrato di essere un’azienda multinazionale senza scrupoli. Ciò che oggi, solo alla luce delle perdite per il boicottaggio dei genovese e forse per la paura che il boicottaggio si possa estendere da Genova ad altre città italiane, poteva benissimo essere offerto mesi fa. Invece, l’azienda non si è fatta scrupoli. Ha abbandonato i lavoratori e le loro famiglie, costringendo i nostri allevatori a gettare nei prati seimila litri di latte al giorno. Ora abbiamo l’accordo con il Caseificio  Pugliese fino a settembre. Dobbiamo pensare ad una filiera locale. Parmalat-Lactalis in tal senso mi sembra inaffidabile”.

L’assessore Mai ha poi replicato a Don Valentino Porcile che ha fatto retromarcia sull’appello al boicottaggio e ai mugugni della sessantina di lavoratori che operano per Parmalat-Lactalis sul territorio: “La situazione che si è creata non è colpa dei consumatori genovesi, degli allevatori o della Regione Liguria, ma solo della politica aziendale adottata da Parmalat-Lactalis. Pertanto, non si capisce perché quelle maestranze si lamentino e non protestino invece con i loro datori di lavoro, che hanno unilateralmente disdetto il contratto con gli allevatori, senza pensare a loro e alle loro famiglie. Senza contare che il nostro latte è di alta qualità”.

 

 

 

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