Regazzoni: sindaco Doria ha paura di confrontarsi con gli altri

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L'autocandidato sindaco per le primarie del Pd a Genova, Simone Regazzoni

GENOVA. 8 OTT. “Il Sindaco Doria ha deciso di attaccarmi per la mia candidatura a Sindaco di Genova: il primo vero attacco frontale alla mia candidatura. Cui contrappone un “lavoro serio per affrontare i problemi della città”. Già, il lavoro serio e i problemi della città. Immagino: sicurezza, decoro urbano, lavoro, Welfare, immigrazione, trasporti…”.

Lo ha dichiarato oggi l’autocandidato sindaco del Pd alle elezioni di Genova 2017 Simone Regazzoni, dopo l’attacco del sindaco, che l’altra sera avrebbe sostanzialmente chiesto al premier Matteo Renzi di evitare risse all’interno del Pd.

“Doria – ha aggiunto Regazzoni- sarebbe un ottimo candidato sindaco, se non fosse il Sindaco che in questi 5 anni non ha governato Genova e ha perso i pezzi della sua maggioranza. Così, a pochi mesi dalle elezioni, pensa bene di attaccare frontalmente me per il semplice fatto che mi presento alle primarie. Nessuna considerazione di merito sulle questioni che ho posto, a partire dai 5 milioni per il Welfare fino alla richiesta di rivedere l’ordinanza sulla movida, passando per la questione di una seria politica sull’immigrazione a Genova.  Non una parola: Doria non pare interessato al merito dei problemi e al confronto democratico delle idee.

 

Dichiarare come ha fatto Doria: “Sono profondamente democratico, e ognuno ha diritto di parola, ma le uscite in solitario le trovo personalismi inconsistenti” è un po’ come dire: “Sono aperto al confronto e al dialogo con tutti, purché io sia il solo a parlare, perché gli altri sono persone inconsistenti”. Non mi pare sia lo stile giusto per avvicinarsi alle elezioni. Se Doria vorrà ricandidarsi, come legittimo per un Sindaco uscente, ci confronteremo alle primarie. E ne sarò felice.

Caro Doria, è nel confronto e nel dialogo delle idee che emerge la consistenza o meno di una proposta politica. Non nel giudizio a priori di qualcuno che, con toni da Principe, piuttosto che da sincero democratico, si arroga unilateralmente il diritto di dichiarare chi è “inconsistente”.

Caro Doria, la paura del confronto e i tentativi di delegittimazione preventiva di un possibile avversario a mezzo stampa non sono un buon viatico al dialogo democratico. Non bisogna avere letto Habermas per saperlo. Se si auspica il dialogo e non le risse non si può pretendere di essere il solo a parlare. È l’abc stesso della democrazia che implica disponibilità al confronto e riconoscimento dell’Altro. Bisognerebbe sempre tenerlo bene a mente”.