Ravera torna ad esporre ad Alassio

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Un'opera di Franco Ravera
Un’opera di Franco Ravera

SAVONA. 17 APR. Franco Ravera sta preparando una importante personale che verrà ospitata presso la Sala Carletti ad Alassio, dal 16 al 30 luglio. Ravera, che ha al suo attivo numerose ed importanti personali e collettive fra le quali quelle a Finale Ligure, Sanremo, Sorrento, Roma ed Albenga, è un artista vero, senza pregiudizi, che sa spaziare nel mondo variegato del colore e della forma con forte gusto dell’ equilibrio, ma è pronto all’innovazione, a sovvertire tutto quello che ci si aspetterebbe dopo aver visto il travolgente Novecento. Ravera, che è nato a Genova nel 1951, attualmente vive ed opera ad Alassio, nel suo studio in via Mazzini 4 ed aderisce all’Unione Cattolica Artisti Italiani della diocesi di Albenga- Imperia, un sodalizio che riunisce una cinquantina di artisti provenienti dalle province di Savona, Cuneo ed Imperia.

“Cerco di esprimermi – ci ha spiegato l’artista- e nello stesso tempo di suscitare emozioni in coloro che saranno i fruitori della mia arte. Per questo sono sempre attento a questi due aspetti: me stesso ed il mio ipotetico spettatore. Poi naturalmente cerco sempre di fare laboratorio, di andare sempre oltre, di non fermarmi a soluzioni già provate o viste”.

Così, con occhio quasi fanciullesco, mescola la tradizione all’ avanguardia e, con una forte solidità esecutiva, narra di mondi possibili, ma immaginari ricordandoci un Gianni Arde prima maniera o un Auro Albertini maturo, sempre con un forte filo narrativo a cavallo fra Calvino e Queneau.

 

“Ogni suo pezzo è fresco e vivace- dice di lui l’editor Armando D’Amaro, noto esperto d’arte e collezionista- ed aperto a mille soluzioni, per questo è giusto l’accostamento a certo Pinot Gallizio, così come nasce immediato un riferimento ai più recenti Auro Albertini o Gianni Arde, o ancora al grande Basquit”.

Ravera fa un singolare uso del colore e trova personali soluzioni plastiche e stilistiche. Predilige la tecnica mista: gesso, terra e altri materiali sembrano quasi il tentativo di recuperare dall’affresco rinascimentale la solidità di un fondo impregnato di colore e materia che si fonde, dando origine a forme di onirica immaginazione rivolte alla realizzazione di un giusto equilibrio di fra la forma ed il contenuto.

“Le ultime mie mostre – conclude lo stesso Ravera- erano state l’occasione per far conoscere al pubblico le mie ultime soluzioni. Di recente ho fatto degli ulteriori passi avanti verso una continua ricerca e sperimentazione, due cardini che sono alla base del mio percorso artistico”. Lo potremo verificare personalmente visitando, a partire dal 16 luglio, la sua mostra personale allestita alla Sala Carletti, in via XX settembre,7, ad Alassio.
CLAUDIO ALMANZI

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