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RaS: il nostro NO a Renzi per difendere i Diritti di tutti

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Il capogruppo regionale di RaS Gianni Pastorino con il leader Fiom Cgil Maurizio Landini

GENOVA. 5 DIC. “Per quanto ci riguarda, come Rete a Sinistra, noi siamo coloro che hanno sempre difeso la Costituzione. L ’abbiamo difesa nel 2006 quando fu attaccata da Berlusconi e l’abbiamo difesa nel 2016 quando ad attaccarla è stato Renzi. Le due circostanze dimostrano, in maniera inequivocabile, che l’idea di modificare la nostra Carta costituzionale a colpi di maggioranza è sistematicamente rifiutata dai cittadini italiani: o le modifiche sono largamente condivise sia dalla politica sia dai corpi sociali, oppure succede quello che è successo ieri. Ma la condivisione richiede autorevolezza e capacità di elaborazione, virtù che i nostri governanti sembrano non possedere”.

Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino.

“Un risultato importante – ha aggiunto Pastorino – anche nelle dimensioni che, ad esempio a Genova, non solo è espressione di una battaglia sui diritti costituzionali, ma è anche il sintomo del disagio sociale vissuto da molti quartieri. Luoghi in cui è sempre più evidente lo scollamento della politica rispetto alla realtà quotidiana.


La vittoria del NO al referendum costituzionale deve essere una lezione per la sfida che si profila su Genova di domani. Ogni ipotesi politica futura dovrà misurarsi necessariamente con questa dimensione. Secondo noi, per il futuro di questa città non sono accettabili programmi, né alleanze politiche, che possano prescindere da un’attenta analisi sociale, dalla crisi del lavoro, dalle nuove povertà, dalla precarietà di intere generazioni, dalla distruzione del tessuto produttivo locale avvenuta in questi ultimi anni, da tutto ciò che segna negativamente il presente di Genova. Solo partendo da questa riflessione potremo riportare la politica al centro del nostro dibattito.

Personalmente, trovo insufficiente e pressappochista qualsiasi progetto che parta da considerazioni sui numeri o sul perimetro delle alleanze: questi sono elementi importanti, ma non rappresentano un prerequisito. Diventeranno criteri attendibili solo quando si riuscirà ad elaborare una proposta politica qualificata, in grado di essere competitiva sia nei confronti del populismo di destra  sia verso i mal di pancia grillini”.

 

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