RaS e poliziotti Siap: in Regione corso formazione anti terrorismo

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Il capogruppo regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino

GENOVA. 15 SET. Un corso di formazione interforze aperto a tutti i soggetti preposti a rispettare il dispositivo antiterrorismo sul territorio di Genova. La proposta di un progetto pilota, finalizzato alla prevenzione del terrorismo, è stata formalizzata in Regione dal sindacato di polizia SIAP, con la condivisione del gruppo Rete a Sinistra.

«L’obiettivo è far interagire tutte le divise sul territorio, compresi i vigili urbani e le guardie giurate – dichiarano il consigliere regionale Gianni Pastorino e  il segretario generale del SIAP Genova Roberto Traverso – A nostro parere, Regione Liguria può contribuire a finanziare l’iniziativa ed essere soggetto capofila insieme alla Prefettura, che comunque avrà l’ultima parola sugli aspetti tecnici».

La grande novità del progetto è l’approccio integrato al tema, complesso e sfaccettato, del nuovo terrorismo: «L’idea è affrontare globalmente temi che di solito viaggiano separati. Per farlo abbiamo previsto l’apporto non solo di esperti in tecniche operative e controlli documentali, ma anche di psicologici, sociologi e medici – prosegue Traverso – Per comprendere il fenomeno nella sua interezza e sfatare i luoghi comuni sono necessarie competenze molteplici. In particolare, bisogna scindere il concetto di terrorismo dal fenomeno dell’immigrazione: gli stranieri non sono automaticamente potenziali terroristi».

 

«Condividiamo l’idea del SIAP, è una proposta molto positiva: ci auguriamo che la Regione sposi l’iniziativa e la sostenga con misure concrete – commenta Pastorino – La partita della sicurezza va affrontata con strumenti idonei, al passo con i tempi. In questo quadro la Regione può essere un punto di riferimento importante».

«C’è un elemento politico non trascurabile: a Genova la “sicurezza percepita” resta un problema irrisolto, nel centro storico come nelle periferie; parlarne è importante. Inoltre, creare una cultura interforze aiuta i processi di intelligence, dunque potenzia gli strumenti di contrasto – conclude Pastorino – È pur vero che le statistiche sono piuttosto confortanti e che non bisogna creare allarmismo, ma è pur vero che dobbiamo dimostrare alla cittadinanza che la sicurezza è un problema sentito».

 

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