Rapina alla Bre di corso Torino, “banda del buco” era di Roma

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I carabinieri del nucleo Investigativo hanno arrestato i presunti responsbaili della rapina alla banca regionale europea, avvenuta lo scorso maggio in corso Torino
I carabinieri del nucleo Investigativo hanno arrestato i presunti responsabili della rapina alla banca regionale europea, avvenuta lo scorso maggio in corso Torino

GENOVA. 28 APR. I carabinieri hanno arrestato i presunti responsabili del colpo alla Banca regionale europea di corso Torino, avvenuto il 15 maggio scorso a Genova. Si tratta di una “banda del buco” composta da quattro pregiudicati laziali. Stamane gli investigatori del comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei malviventi, di età compresa fra i 50 e i 58 anni, due residenti a Roma, uno a Ceccano in provincia di Frosinone e l’altro a Frascati. I quattro erano già detenuti in carcere a Monza, Frosinone e Velletri.

 

I quattro nel mese di novembre scorso erano già stati fermati per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, subito dopo un tentativo di intrusione in una banca di Desio e mentre stavano preparando un’ulteriore rapina in un’altra banca a Milano. Secondo gli investigatori, la “banda del buco” durante i fine settimana usava praticare un foro nel pavimento o in una parete di un immobile attiguo alla banca di volta in volta prescelta (come un vano caldaia o un’intercapedine tra due palazzi), per poi fare irruzione durante la pausa pomeridiana di un giorno feriale, legare mani e piedi gli impiegati presenti e quindi obbligare il cassiere o il direttore ad aprire le casseforti temporizzate, sotto la minaccia di armi da fuoco e da taglio.

 

Dalle indagini, è inoltre emerso che, molto tempo prima dei colpi, uno dei banditi,  vestito con abiti eleganti e munito di microcamere nascoste, si presentava negli istituti di credito e, fingendosi un distinto imprenditore interessato ad eventuali soluzioni di investimento o di prestito, ne riprendeva gli ambienti interni. I filmati venivano a questo punto esaminati anche dagli altri componenti dell’associazione e archiviati in una raccolta di possibili obbiettivi per le rapine.

 

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