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Rapallo, una due giorni con i giovani di Confindustria

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Rapallo, una due giorni con i giovani di Confindustria

GENOVA. 9 GIU. Dopo 35 anni torna a Rapallo la due giorni del convegno dei giovani imprenditori di Confindustria.

“È la new economy, bellezza!” è il titolo del 47° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che si svolge oggi e domani presso l’Excelsior Palace Hotel di Rapallo.

Il convegno è condotto dal neo presidente Alessio Rossi, subentrato un mese fa a Marco Gay. Sono attesi molti ospiti illustri, Silvio Berlusconi incluso, ma l’ex Cav ha fatto sapere all’ultimo minuto che non potrà essere presente.


Sono stati invitati anche diversi sindaci, dalla pentastellata Virginia Raggi, sindaco di Roma, all’esponente della sinistra Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per arrivare al sindaco del Pd di Bari, Antonio Decaro. Sul palco attesi pure il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ed Emma Bonino.

Il tema della new economy è di grandissima attualità. Sono previsti gli interventi, tra gli altri, dei rappresentanti delle aziende Airbnb, Facebook, Paypal, Tripadvisor, Uber, Zalando.

In apertura il neo presidente Rossi presenta le ‘Tesi’ dei Giovani imprenditori. Chiuderà i lavori il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Ad accompagnare il titolo del convegno, una sedia che si regge su due gambe a testimoniare l’equilibrio tra la ‘old’ e ‘new economy’, come l’industria tradizionale negli anni si è evoluta.

“Nell’equilibrio – si legge nella presentazione del convegno – tra innovazione e tradizione si gioca il futuro delle imprese e del Paese. Troviamolo insieme, perché c’è una nuova impresa e ci sono nuovi imprenditori. È la new economy, la sharing economy, la circular e la green economy. Sono i blogger che fatturano milioni e gli start upper che fanno exit miliardarie. Sono le piattaforme social su cui si vincono e perdono le elezioni, i marketplace che vendono tutto a tutti. Ma c’è anche la old economy. Quella che di tradizionale ha conservato solo l’eccellenza che l’ha fatta grande, perché negli anni si è innovata, digitalizzata, interconnessa. Che ha fuso prodotti e servizi e costruito nuove filiere fra Bari e Dubai.

Perché la nuova economia non è quella che ha fatto un salto tecnologico. Non solo. La nuova economia è quella che ha fatto un salto politico: ha cancellato i confini.

L’identificazione con la fabbrica o il negozio è sempre meno importante, la localizzazione non è solo produttiva ma del brand, l’Europa è il nuovo mercato domestico e la libera circolazione di persone e merci non è negoziabile.

Una rivoluzione che crea ricchezza e disuguaglianza. Una rivoluzione che unisce mercati e divide le persone. Perché è una rivoluzione a cui la politica non riesce a tenere testa.

Non sa darsi nuove regole di fisco, concorrenza, rappresentanza e lavoro. Non sa creare nuove speranze”.

Ecco il programma completo

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