Rai “censura” il genocidio armeno, ma poi fa retromarcia

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Secondo la Comunità armena, la Rai ha censurato un servizio Tv sul genocidio armeno. Rivolta di intellettuali e giornalisti: l'azienda di Stato fa marcia indietro
Secondo la Comunità armena, la Rai ha censurato un servizio Tv sul genocidio armeno. Rivolta di intellettuali e giornalisti: l'azienda di Stato fa marcia indietro
Secondo la Comunità armena, la Rai ha censurato un servizio Tv sul genocidio armeno. Rivolta di intellettuali e giornalisti: l’azienda di Stato fa marcia indietro

GENOVA. 24 APR. Alla guida della Rai quelli di Renzi hanno messo una giornalista, Monica Maggioni, ma non è cambiato granché. Secondo la Comunità armena, con sede a Roma, la Rai ha censurato un servizio sul genocidio armeno “su pressione della Turchia” ed alcuni esperti di media hanno subito obiettato: “Ecco uno dei motivi per cui l’Italia è scesa al 77° posto nella classifica della libertà di informazione nel mondo”.

Il documentario sul genocidio compiuto dal governo turco sin dal 1915, la cui emissione sul canale Rai Storia era stata annunciata dalla stessa azienda in un comunicato, sarebbe dovuto andare in onda sabato scorso, ma nisba.

“Solo dopo la rivolta di alcuni giornalisti, intellettuali italiani e degli armeni rifugiati nel nostro paese – ha spiegato lo storico e giornalista genovese Alberto Rosselli, esperto della questione armena – la Rai si è detta disponibile a trasmettere il servizio televisivo nei prossimi giorni, speriamo senza censure. Non dobbiamo meravigliarci se l’ultima classifica sulla libertà di informazione nel mondo appena pubblicata da “Reporter Senza Frontiere” fa scivolare l’Italia al 77° posto. Le pressioni sarebbero arrivate in Rai proprio dalla Turchia che, insieme all’Azerbaigian, occupa gli ultimi posti di questa lista del disonore”.

 

La celebrazione della Giornata della memoria per il genocidio armeno è prevista oggi alle 15 al Pantheon a Roma.

 

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