Rabbia per la refurtiva resa ai Sinti

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La consigliere leghista Stefania Pucciarelli: fa rabbia il caso della refurtiva restiotuita ai sinti di Asti
Stefania Pucciarelli, consigliere regionale: fa rabbia il caso della refurtiva rubata anche in Liguria e restituita dai giudici ai Sinti di Asti

GENOVA. 24 NOV. “Non ci sono davvero parole di fronte alla notizia secondo cui un gruppo di Sinti, alcuni dei quali condannati per associazione a delinquere e a cui nel 2006 erano stati sequestrati i primi beni presunto provento di attività illecite, poiché il reato di ricettazione è stato prescritto, in questi giorni hanno ottenuto dallo Stato italiano il provvedimento per riavere il milione di euro indietro, più i costi per il deposito dei loro auto e camper”.

A margine del consiglio regionale di oggi la consigliere della Lega Nord Stefania Pucciarelli è intervenuta sul caso di Asti e del patatrac combinato da taluni magistrati, che hanno restituito beni e refurtiva, presunti proventi di svariate attività illecite, ai nomadi Sinti.

“Fa rabbia – continua Pucciarelli – pensare che delinquenti di tal fatta abbiano ottenuto, a causa della mala giustizia e delle lungaggini processuali, una ricompensa che non gli competeva per nulla, mentre per tutti quei cittadini innocenti sotto processo, la macchina statale non funziona, anzi si inceppa, tra esose spese processuali, mille cavilli burocratici e pesanti ripercussioni a livello psicologico. Penso ad esempio al caso di Ermes Mattielli che nella notte del 2 novembre scorso venne colpito da infarto a causa di grave stress accumulato dopo la condanna a 5 anni e 4 mesi carcere e ad un risarcimento di 135 mila euro per tentato omicidio nei confronti di due ladri rom. Due pesi e due misure, è proprio il caso di dirlo. Caso strano a godere di certi ‘benefici’ sono sempre loro, i nomadi, liberi di delinquere che nella maggior parte dei casi riescono a farla franca con la giustizia”.

 

“Quella che arriva da Asti – aggiunge Pucciarelli – è una vicenda che rasenta l’assurdo. Il Tribunale della città piemontese, infatti, ha riconosciuto la prescrizione dell’accusa di ricettazione di cui era imputata una banda di sinti già condannati per associazione a delinquere. I nomadi erano finiti sotto la lente della giustizia già nel 2006, quando i carabinieri avevano sequestrato loro denaro e beni di ogni sorta, dopo mesi di pedinamenti in almeno tre Regioni d’Italia, anche in Liguria. Le accuse erano gravi. E’ vergognoso che oggi questa banda di delinquenti sia stata ‘graziata’ dalla giustizia italiana. Cosa penseranno tutti quei cittadini che, innocenti, sono alle prese con lungaggini processuali che li spolpano non solo a livello finanziario, ma li logorano psicologicamente minando anche la loro vita sociale, quando poi, vedono nomadi colpevoli di gravi reati ritornare in possesso di denaro, terreni, auto, camper e gioielli?”.

http://www.ligurianotizie.it/i-giudici-rendono-la-refurtiva-ai-sinti/2015/11/24/179998/

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