Quattro splendide regine ad Arenzano

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Regine allo specchio ad Sipario Strappato di Arenzano
Regine allo specchio ad Sipario Strappato di Arenzano
Regine allo specchio ad Sipario Strappato di Arenzano

GENOVA. 21 MAR. Il Teatro Sipario Strappato – Muvita di Arenzano è una location splendida, soprattutto se si volge lo sgurdo verso l’ alto e si constata con quanta maestria è stata rifatta l’arcata interna del soffitto, con doghe di legno atte a garantire una perfetto asserbimento acustico oltre a fornire un valore aggiunto estetico al luogo.

Un soffitto  con un netto richiamo al teatro shakespeariano e che con lo spettacolo di sera aveva molto a che vedere. Infatti per sabato 19 marzo alle ore 21 era in programma la Prima Nazionale di ” Regine allo specchio ” per la regia di Emanuela Rolla.

Non c’è sipario al Muvita e quindi accomodandosi ai propri posti si ha subito avuto  modo di vedere la scena che comprendeva due imponenti troni con alle spalle un tulle nero. Due troni perchè di due regine si parla nella drammaturgia di Emanuela Rolla in collaborazione con Susanna Gozzetti e Silvia Biancalana.Un testo che racconta due grandi personaggi del passato, Elisabetta I d’Inghilterra e Maria Sturda, regina di Scozia.  Le due sono cugine di sangue, ma la storia come sappiamo le ha poste una di fronte all’altra come eterne nemiche, custodi entrambe di un ruolo e un potere che le ha rese, in modo diverso, vittime della loro stessa sorte.

 

Emanuela Rolla è stata bravissima nel mettere in luce i due diversi caratteri delle regine sia in età giovanile che ancor di più quando, mature, erano al potere. Due regine, ma soprattutto due donne , Maria più spregiudicata e passionale ha conosciuto meglio la vita e l’amore, mentre Elisabetta, indurita dal suo ruolo che la vuole completamente al servizio del suo popolo, è incatenata più della cugina che ha rinchiuso nelle prigioni per ben 18 anni. Due regine che come tutte le regine hanno le loro dame di compagnia che sono  loro vicine, le amano e le consigliano.

Sul palco quattro attrici che si scambiano i ruoli in meniera perfetta aiutate anche da straodinari costumi che le tramutano in un batter d’occhio da regine a dame facendo loro stesse uso di ganci e cerniere che tramutano le vesti. Costumi che rimandano ad una chiara ispirazione d’epoca, realizzati in chiave contemporanea con tessuti hi-tech abbinati a collari e gorgiere tipiche del Rinascimento, progettati e confezionati con maestria dallo studio genovese L’altrodesign.

E così tra crisi di identità e conflitti interiori le quattro protagoniste tirano fuori il meglio ed il peggio di loro in un dialogare sincero e ben tessuto, fino a trovarsi sole e sconfortate a dove  rispondere delle loro tragiche scelte. Lo spettacolo  si chiude tra lacrime e piume d’oca che escono fuori a fiumi dai cuscini che le due regine adolescenti si tirano adosso in uno studiatissimo flash back che le riporta in un momento in cui tra loro non esistevano nè conflitti nè pensieri di potere. Un ricordo triste ed amaro nel cuore afflitto della più grande regina di tutti i tempi che volente o nolente è stata la carnefice  di sua cugina Maria.

Bravissime tutte le quattro attrici (Giulia Eugeni, Cristina Pasino, Susanna Gozzetti ,Emanuela Rolla), che  sono state capaci di dare il giusto connotato al proprio personaggio. Particolamente apprezzabile il lavoro della Rolla che oltre a curare la regia dello spettacolo è stata in grado di regalarci anche una splendida e perfetta Elisabetta I. Tanti applausi alla fine per la gioia del direttore del teatro Lazzaro Calcagno, a cui ancora una volta si dà il merito di aver portato sul palco del suo teatro uno spettacolo di valore che speriamo di vedere riproposto in altri importanti palcoscenici italiani.

FRANCESCA CAMPONERO

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