Quando la carta parla genovese a Voltri

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Cartiera Voltri
Cartiera Voltri
Cartiera Voltri

GENOVA. 9 FEB. La carta è uno dei prodotti dell’uomo con una storia millenaria: è grazie a lei se le parole sono riuscite ad attraversare il tempo per trasmettere la conoscenza. Oggi la parola viaggia spesso su supporti tecnologici del tutto differenti, dalla rete agli smartphone, dalle email alle chat, eppure, la carta ha ancora un fascino del tutto particolare per molti di noi e, qualcuno ha immaginato di costruire su di essa una vera e propria carriera professionale, unendo i molteplici aspetti che questo oggetto porta con sè.

Siamo ad Acquasanta, nel comune di Mele, primo confine della “Grande Genova” in direzione nord dalla sua ultima delegazione di ponente, è qui che sorge il Museo della Carta, struttura esistente dal 1997 che da un anno circa è alla ricerca di un nuovo rilancio. Entriamo nella struttura che sorge sulla riva del rio omonimo del borgo, l’antica cartiera Sbaraggia che ha realizzato il prezioso prodotto da fine Settecento fino agli anni Ottanta, epoca che ha visto la cessazione delle attività legate alla carta in quasi tutta la vallata. Nella cartiera oggi museo, incontriamo Giuseppe Traverso che, dopo un corso di formazione ha scoperto ed imparato i segreti della produzione ed oggi si sta impegnando per unire l’aspetto culturale e tradizionale legati alla divulgazione con un aspetto produttivo vero e proprio.

“L’idea è quella di riscoprire l’antico mestiere del cartaio, ormai molto limitato a circa cinque persone in tutta Italia”, spiega Traverso, “realizzando un prodotto dalla qualità unica e dalle caratteristiche originali”. La cartiera-museo offre quindi un servizio e prodotti di interesse assoluto: dalla parte storica con la ricostruzione in scala delle antiche macchine mosse dalla forza dell’acqua, e gli attuali apparati che oggi macinavano gli stracci o fibre naturali per realizzare la poltiglia che darà vita alla carta, una volta separata dall’acqua e fatta asciugare nella parte alta della cartiera, un luogo davvero affascinate. La grande stanza in alto è dotata di particolari persiane a biscotti mobili sui quattro lati in modo da creare la corrente d’aria ideale per l’essicatura.

 

“Oggi qui ad Acquasanta produco una carta a base di cotone al 100% di alta qualità”, continua Traverso, “un prodotto molto raro e ricercato per un uso pregiato, quali menù, biglietti di auguri e diplomi che, grazie al materiale naturale ed alla lavorazione particolare, garantisce all’aquirente un prodotto di alto prestigio”.

L’idea dell’attuale gestore è quella di mantenere la parte storico culturale, quindi le visite guidate per privati, gruppi e scuole che, possono scoprire la cultura della carta dalle origini, ma anche produrre dal vivo un foglio che rimane il più bel ricordo della visita. Non solo visite ma anche momenti culturali e di intrattenimento: il museo ha ospitato infatti la presentazione di libri, concerti ed anche un laboratorio di origami. Il programma di ogni anno è sempre molto nutrito. Oltre a tutto questo, che non è affatto una parte marginale, Giuseppe Traverso affianca uno splendido negozio con prodotti in carta, quali segnalibri, biglietti di auguri ed oggetti vari dal fascino particolare. Un percorso sicuramente non semplice, ma la forza dell’entusiasmo del “mastro cartaio” e la volontà di tenere viva una tradizione antichissima e locale siamo certi possa dare soddisfazioni a lui ed a tutta la vallata del ponente genovese.

Un ringraziamento a Omar Marin di “Media Auto srl” per aver messo a disposizione la Kustombike “Daytona 350” e Marco Patrone. Roberto Polleri

Per informazioni: www.museocartamele.it

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