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“DALIDA UNE VIE…”, UN VIAGGIO, UNA MOSTRA A PARIGI

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nde e splendido sorriso di una donna.
PIù avanti transenne con la gente in coda che attende di entrare. Poi il metal detector e il nastro trasportatore a cui vengono affidati zainetti, borse, giacche prima di poter varcare la soglia di quei due piani di mondo. Resto sorpresa. Riconosco quella donna che mi sorride dal lontano. Poi da vicino: è un’italiana, un’italiana quasi dimenticata. La riconosco, è, lei, olanda Gigliotti. Iolanda, figlia del nostro Sud (Calabria), nata al Cairo e cresciuta con il nome di Dalida. “DALIDA une vie…” è il nome della mostra aperta fino all’ 8 settembre all’interno del Municipio. Già, proprio lei, scomparsa per noi da tanti anni e invece tanto presente nella mente e nel cuore dei francesi… e non solo. Il suo volto ti guarda dai cartelloni girevoli della pubblicità in place de Clichy e nelle altre vie e piazze di Parigi. Ti imbatti frequentemente in lei nei numerosi negozi FNAC e Virgin, sulle pagine delle riviste patinate e in tv. In Francia è considerata una grande. Nulla da meravigliarsi si tratta dell’ ennesimo personaggio dotato di talento che lasciamo agli altri. In fondo Parigi custodisce la più grande opera del nostro Leonardo da Vinci insieme a tante tra le più preziose testimonianze dell’arte italiana. E allora perchè non anche il bel canto di Dalida e il suo drammatico talento sulla scena?
Entro. Sento parlare soltanto in francese. Ci sono uomini e donne di tutte le età, e anche bambini.
Al piano superiore le persone si distribuiscono ordinatamente in fila lungo le teche, tutte concentrate ed interessate ad osservare gli oggetti custoditi nelle vetrine: i passaporti, il necessario per truccarsi gli occhi e l’ultima boccetta di lacca per le unghie, un paio di scarpette d’argento, le chiavi di casa… un vie, . . . appunto!
Le persone si scambiano commenti e informazioni tra loro. Chiedo a qualcuno – in inglese – spiegazioni su un ritaglio di giornale tra quelli esposti. Ciò suscita immediatamente tenerezza e simpatia nei miei confronti, vengo riconosciuta come una che viene dal paese di Dalida e mi rispondono in un inglese “sforzato” assicurandosi che io capisca tutto ed esaurientemente.
Al piano di sotto le persone si muovono da sole e si riuniscono in gruppi davanti ai video, alle vetrine, alle sequenze di belle fotografie in bianco e nero, agli schermi sui quali vengono proiettati interviste e brani dei suoi film. Spesso le persone sorridono o ridono. C’è allegria, divertimento e un certo andirivieni nei 3 box dorati del karaoke: chiunque è invitato a prendere il microfono e a cantare insieme a Dalida che compare sullo schermo. Anche le parole delle sue canzoni si succedono sul medesimo schermo in aiuto di chi vuole cantare con lei.
In una bolla di luce su una parete sono in evidenza tutte le tappe importanti della sua vita, dal 17 gennaio 1933 (giorno della sua nascita) fino al 3 maggio 1987 (giorno della sua scomparsa). Dalida non è la dark lady che gli italiani hanno nella mente, bensì un personaggio pieno di colore e vitalità, una bella donna ricca di eleganza e sex-appeal nella quale uomini e donne si sono rispecchiati e riconosciuti, 30 anni di vita dei francesi, oggi una riscoperta per i giovani.
Ogni particolare è estremamente curato. La Francia, Parigi e il suo Sindaco Delanoe, hanno impiegato le loro forze migliori per organizzare questa mostra. Chi passa da lì pensa che è stata fatta con la mente e col cuore. Questo è l’invisibile; visibile è tutto il resto: la gentilezza degli impiegati allo shop, la gente, il grosso libro dei commenti sul quale i francesi scrivono il loro grande apprezzamento per l’iniziativa e chiedono che la mostra diventi un museo dedicato a Dalida.
A volte bisogna attendere per arrivare a scrivere il proprio pensiero sul grande quaderno; talvolta l’attesa si prolunga perchè davanti a te c’è un bambino che sta scrivendo che la mostra gli è piaciuta tanto. E uscendo è proprio questa l’immagine che, un po’ commossa, porti con te. Qui in Italia, qualcuno che non ha dimenticato Dalida ha pensato di dedicarle una mostra ad Iseo che si apre il 9 settembre, proprio il giorno successivo alla chiusura dell’esposizione parigina. Francesca De Mola. (nella foto: un manifesto della mostra di Dalida a Parigi).

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