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“70 ANNI DI AMGA” NELL ‘ATRIO DI PALAZZO DUCALE DI GENOVA FINO AL 25 GIUGNO

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70 ANNI DI AMGA NELL ATRIO DI PALAZZO DUCALE DI GENOVA FINO AL 25 GIUGNO

no GAS? La storia ha inizio nel 1857 quando a Genova la Compagnia Union de Gaz de Paris, subentrata alla precedente Società di Illuminazione a Gas, stipulò un contratto col Comune, durato 67 ani, per mettere in opera sotto il suolo le condutture che assicurassero, appunto, l’illuminazione nelle case e nelle vie. Tutto ciò durò almeno fino al 1937, anno in cui l’ultimo lampione a gas, acceso ogni sera dal lampionaio, venne spento definitivamente e sostituito dalla luce elettrica. È un pezzo di storia genovese, quel coperchio di ferro, che fa parte di decine di oggetti presenti nella mostra “70 anni di AMGA. Una storia di uomini e strumenti raccontata attraverso i reperti del MAG (Museo dell’Acqua e del Gas)” organizzata dalla Fondazione Amga, allestita nell’atrio di Palazzo Ducale e visibile gratuitamente fino al 25 giugno. Nella mostra si possono vedere, oltre a numerosi pannelli che illustrano le varie tappe della crescita dell’Azienda, fotografie di operai e strumenti di lavoro, metodi per la giunzione dei tubi di ghisa, contatori, apparecchi per la verifica del gas, libri-paga dei lampionai, prototipi di scaldabagni e di stufe, e anche alcuni blocchi di marmo, forati a forza di scalpello e di martello, che non erano altro che pezzi di condutture d’acqua risalenti al 1700. Tecnicamente, il gas a essere usato, nella prima metà del XIX secolo, era un prodotto artificiale ottenuto dalla distillazione secca del carbon fossile e si chiamava “gas illuminante” perché era utilizzato per l’illuminazione pubblica, ossia dei fanali stradali o dei capannoni industriali e, in seguito, privata fino a quando fu soppiantata da quella elettrica. Le lampade a uso domestico erano costituite da lampionicini a muro, tipo appliques, a una fiamma o lampadari da soffitto a più fiamme e la fiamma era d’una vivida luce bianca completamente diversa da quella blu che esce dai nostri fornelli. Sul finire del ‘900 comparvero altri apparecchi a gas fra i quali cucine, scalda acqua a boiler, stufette, tostacaffè, ferri da stiro, ventilatori. L’imporsi della corrente elettrica, molto più pulita e gestibile del gas, decretò la scomparsa dal mercato di molti di questi apparecchi. (emc). (Nella foto: un tubo di marmo per l’acquedotto genovese del 1700).

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