Rosso (FdI) e Puggioni (Lega Nord): mozione contro Teoria Gender

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Alessandro Puggioni parteciperà, in rappresentanza dell’Assemblea legislativa della Liguria, all'incontro socio economico di Santa MArgherita
Alessandro Puggioni
Alessandro Puggioni, consigliere regionale Lega Nord
Matteo Rosso, capogruppo di FdI in Regione
Matteo Rosso, capogruppo di FdI in Regione

GENOVA. 28 OTT. Il consiglio regionale ha approvato una mozione contro la “teoria gender” presentata dal capogruppo di FdI Matteo Rosso e dal Consigliere della Lega Nord Alessandro Puggioni.

Sullo stesso argomento ha presentato un documento anche il Capogruppo di FI Angelo Vaccarezza.

Con questa mozione che è passata con 16 voti a favore e 14 contrari, la Giunta Toti si schiera sul tema contro il governo Renzi a favore del mondo cattolico.

 

In coda ad una seduta consiliare fiume, è stata presentata una Mozione, che per l’importanza e l’attualità del tema trattato, ha scatenato forti reazioni nell’opposizione.

“Finalmente – dice Matteo Rosso – abbiamo messo l’importanza della famiglia anche al centro del consiglio regionale. Si tratta di un valore in cui credo fermamente perché la famiglia è una sola, formata da un padre e una madre e dei figli, se ci vogliamo riconoscere ancora nei principi immortalati nella Costituzione italiana dai nostri padri costituenti. Non siamo per polemiche ideologiche che in nome di un millantato ‘modernismo’ vorrebbero mettere in discussione i veri valori dell’unicità della famiglia. Con l’approvazione della mozione presentata col collega Puggioni, il consiglio regionale ha sgombrato il campo da qualsiasi iniziativa per insinuare teorie distorsive sull’identità di genere, sui principi di riconoscibilità dei sessi e sull’educazione naturale dei nostri figli”.

“Le Istituzioni – spiega Puggioni – hanno il dovere di provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per tutelare la famiglia composta da un uomo e da una donna e non per finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso. Inoltre, ritengo che prima di usare soldi pubblici per l’insegnamento gender, sarebbe necessario rivedere i regolamenti sull’adozione in Italia, al fine di snellirne la burocrazia. Prima di pensare alle coppie gay, sarebbe opportuno agevolare l’adozione per le coppie eterosessuali delle migliaia di bimbi che ad oggi, sono in un istituto e aspettano il calore e l’amore di una famiglia”.

Nella Mozione si evidenzia come la famiglia, in quanto unione tra un uomo e una donna, rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e come sia compito di questa famiglia trasmettere i valori culturali, etici, spirituali e religiosi essenziali per lo sviluppo ed il benessere dei propri componenti.

“Noi non diciamo nulla che non si possa leggere nero su bianco all’articolo 29 della Costituzione italiana – sottolinea Puggioni -. La ‘Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’. Con l’espressione ‘società naturale’ i Padri Costituenti hanno voluto chiaramente affermare che la famiglia è una realtà preesistente al diritto, un’oggettiva realtà che il diritto non crea. La famiglia è inequivocabilmente un elemento essenziale dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana”.

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