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Provvedimenti legali da parte di Palazzo Ducale per le dichiarazioni di Pepi

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Provvedimenti legali da parte di Palazzo Ducale per le dichiarazioni di Pepi

GENOVA. 22 MAG. Le dichiarazioni di Carlo Pepi fanno male a Palazzo Ducale che per la mostra di Modigliani ha chiamato un curatore prestigioso come Rudy Chiappini, già curatore del Museo d’arte Moderna di Lugano, che ha curato in passato mostre d’arte internazionali, dal MOMA a Palazzo Reale di Milano,  e sempre in Italia un’esposizione su Modigliani al Vittoriano di Roma nel 2006.

Ma ricordiamo che Carlo Pepi  ha una biografia ricca di incontri e di esperienze battagliere, in cui ha generosamente messo a disposizione dell’opinione pubblica, senza personali fini di lucro, solo per il gusto gratuito e verace della “scoperta”, la sua conoscenza maturata sul campo e le sue innate doti di sensibilità artistica, per mettere in luce le luci, le ombre, le ambiguità di cui è costellato il mondo dell’arte. Pepi è stato il fondatore dell’Istituzione Casa Natale Modigliani. Vi creò un centro studi con libri e documenti inerenti alla figura dell’artista e vi tenne importanti mostre. Per volontà di Jeanne Modigliani fece parte degli Archivi Legali Modigliani con la sede nella Casa Natale, ma il 10 settembre 1990 si dimise e lasciò la Casa Natale, non condividendo le attribuzioni che gli altri membri andavano pubblicando.

Ma ovviamente Rudy Chiappini ha già risposto con una dichiarazione riportata dall’Ansa, ribadendo fermamente le scelte fatte e prende in considerazione due delle opere esposte e descritte da Pepi prima come false e poi come dubbie: il grande nudo (il ‘Nudo disteso’), già esposto in grandi occasioni anche a Bonn e il ritratto di Chaim Soutine esposto a Pisa nel 2014 e a Torino nel 2015 “in due mostre curate dal Centre Pompidou – ha detto Chiappini -. Non hanno suscitato alcuna riserva. Eppure Pepi è toscano, a Pisa avrebbe potuto andare a vederlo”.


In particolare, come si può vedere dal catalogo, le opere esposte in mostra provengono da grandi musei, tra cui Brera, la GAM di Torino, l’Orangerie di Parigi, il Fitzwilliam di Cambridge, la Galleria del Novecento di Milano e dal Musée des Beaux-Arts di Anversa.

Palazzo Ducale non conoscendo  l’autorità scientifica del Signor Pepi, e ritienendo  che la scelta di Rudy Chiappini come curatore sia una scelta di assoluta garanzia per il pubblico e per la qualità scientifica della mostra, si riservano di adire alle vie legali a tutela della propria immagine.

FRANCESCA CAMPONERO

2 COMMENTI

  1. Rudy Chiappini dovrebbe essere più chiaro e, intanto, spiegare da chi sono state autenticate le opere incriminate sia da Carlo Pepi che da Marc Restellini, in che anno e in quali cataloghi sono state pubblicate e illustrarci i vari passaggi di proprietà. Dal catalogo della mostra si legge che queste opere sono state esposte per la prima volta una decina di anni fa e questo non è certo un fatto che può passare inosservato. Inoltre, incredibilmente, ho visto che come dice Pepi, ci sono tre opere di Kisling che sono state attribuite a Modigliani. Su questo ultimo errore (o svista che sia) mi meraviglio del l’editore Skira che si occupa quasi esclusivamente di pubblicazioni d’arte, del comitato scientifico del Ducale e del direttore che, trattandosi di un artista noto per essere bersagliato dai falsari, avrebbe dovuto compiere oculati accertamenti sulla selezione delle opere per non rovinare la reputazione e la credibilità del museo che rappresenta. Purtroppo questo è successo e credo che a questo punto non resta altro che ammettere i propri errori.

  2. Era ora…..fate analizzare I dipinti al Museo Arte e Scienza di Milano e vedrete quanti falsi usciranno non solo di Modigliani….Coraggio Procura di Genova scoperchiate un pentolone fatto di lobby da parte di presunti esperti che guadagnano solo soldi a discapito dell arte Vera…sotheby s e christisies in Italia nin devono piu vendere dipinti senza la relazione scientifica….ladri di dipinti falsi

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