Protesta Tv locale, va in onda solo Radio Primocanale Sound

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Il loro del telegiornale di Primocanale è sparito dal piccolo schermo: in onda solo l'immagine di un vetro bagnato dalla pioggia e un comunicato di protesta per la questione del servizio pubblico
Il loro del telegiornale di Primocanale è sparito dal piccolo schermo: in onda solo l'immagine di un vetro bagnato dalla pioggia e un comunicato di protesta per la questione del servizio pubblico
Il logo del Tg di Primocanale è sparito dal piccolo schermo: in onda solo audio e l’immagine di un vetro bagnato dalla pioggia con un comunicato di protesta. Le trasmissioni riprenderanno normalmente alle 13 di oggi

GENOVA. Servizio pubblico Rai e Tv locali. Dipendenti amministrativi, giornalisti e tecnici di Primocanale hanno scelto i giorni dell’allerta meteo per attuare una singolare protesta sulla questione, che si trascina da anni in Parlamento.

Da ieri in video c’è l’immagine fissa di un vetro con la pioggia e il testo di un comunicato ai telespettatori. I giornalisti televisivi non vanno in onda e forniscono informazioni solo in audio.

Le trasmissioni riprenderanno normalmente allo scoccare delle 13 di oggi, in contemporanea con la cessata allerta meteo arancione.

 

Ecco il testo del comunicato: “Da anni siamo sempre pronti a seguire in diretta non stop quello che accade in Liguria, ma  nessuno ci riconosce il ruolo di servizio pubblico.

Questo ruolo è attribuito solo alla RAI che percepisce 1 miliardo e 650 milioni dal canone, soldi dei cittadini che quest’anno diventeranno quasi 2 miliardi di euro.

Non accettiamo più di lavorare per garantire il vero servizio pubblico televisivo regionale per poi vedere che le risorse vengono destinate alla RAI.

Enti pubblici locali e Governo non ci riconoscono il ruolo dimostrato sul campo e ci lasciano soli a sopportare tutti i costi delle nostre dirette. Anche oggi dov’è la RAI che tutti noi paghiamo con il canone?

NOI SIAMO QUI, COME SEMPRE, MA QUESTA VOLTA SOLO IN AUDIO. Questo è il nostro modo di protestare. Non siamo il salvagente regionale di un servizio pubblico inesistente.

Il 6 maggio 2016 scade la concessione alla RAI per gestire il servizio pubblico pagato dai cittadini 100 euro sulla bolletta energetica.

Chi fa servizio pubblico in Liguria? Scrivi la tua opinione a [email protected] , telefona per dire la Tua al numero verde 800.640.771, commenta su Facebook.com/primocanale.

ANCHE SE SOLO IN AUDIO, NOI NON ABBANDONIAMO I NOSTRI TELESPETTATORI.

Amministrativi, giornalisti e tecnici di Primocanale“. Fabrizio Graffione

 

5 COMMENTI

  1. Hanno fatto benissimo…il loro è un vero servizio pubblico, Rai regione è (scusatemi il termine) una m…….!un palazzo di 13 piani con più di sessanta dipendenti che non fanno una ……. tutto il giorno, se non copiare da articoli di giornale per fare neanche 30 min di telegiornale con servizi che sono inutili e inguardabili! Per non parlare della c….. del tg itinerante che fanno in estate…con collegamenti dalla Riviera che servono solo per farsi la giornata fuori sede..mangiando al ristorante e facendosi fare ricevute …….. in pieno stile Rai! Per qualche anno ho lavorato per Rai in manutenzione esterna…. dipendenti addetti a centri Rai in Liguria 2 pasti al giorno con ricevute……, addirittura si facevano fare ricevute d’albergo e poi ……. nel centro Rai! Sarebbe l’ora che la GdF controllasse questi ………….

  2. Pienamente d’accordo.loro c sono sempre ogni evento brutto o bello sempre a informare la città!! La RAI ke fa’????? Nulla anke il tg regionale una pietà d notizie… fregano soldi e tutta politica per loro e i cittadini 0000!!!!

  3. Io non sono d’accordo a parte che come qualità è scesa tantissimo. Quasi tutte le trasmissioni sono delle marchette inaudite. Le trasmissioni sono sempre ripetute un po con mortimer e un po’ con gli altri. Per non parlare dei ‘vecchi’ sempre gli stessi che fanno degli abominevoli salotti.
    Le altre TV private non si lamentano, primocanale è sempre un lamento Continuo, quasi un lattato. Con un (ex) proprietario che è diventato senatore di un partito che alle prossime elezioni non ci sarà più.

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