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Pronto soccorso: barelle in corsia? Viale a Pd: oggi ridotte di oltre la metà

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Assessora alla Sanità Sonia Viale con governatore Giovanni Toti al San Martino

“Siamo in un momento post festivo, dopo il lungo ponte di Capodanno. Era quindi previsto un afflusso massiccio di pazienti nei pronto soccorso liguri (oltre 200 oggi solo all’Ospedale Policlinico San Martino) ma la situazione è stata gestita dal sistema ospedaliero e non si devono creare allarmismi nella popolazione.

Nel pomeriggio al primo piano del Pronto Soccorso dell’Ospedale Policlinico San Martino c’erano 15-20 barelle nel momento di massimo afflusso, nella prima giornata feriale dopo i tre giorni delle festività di Capodanno.

Se consideriamo che negli anni passati si erano raggiunte anche 60 barelle, il passo avanti è sotto gli occhi di tutti. Il sistema delle dimissioni e dei ricoveri nei reparti con la riduzione della permanenza nei corridoi dei pazienti sulle barelle funziona.


I dati rivelano anche un numero molto alto di codici bianchi e soprattutto di codici verdi, in parte legati ad accessi non sempre appropriati. Ci sono poi anche molti turisti che, non potendo rivolgersi al proprio medico di famiglia, si sono recati al Pronto soccorso”.

La vicepresidente e assessora regionale alla Sanità Sonia Viale, stasera ha illustrato così la situazione nei Pronto soccorso liguri durante i giorni festivi di Capodanno.

“Il Pd – aggiunge la vicepresidente rispondendo alle critiche mosse dalla capogruppo Paita e dagli altri consiglieri del Pd – non trovando appigli per attaccare le azioni messe in campo per governare l’afflusso nei Pronto soccorso, grazie al Piano elaborato dal nuovo sistema dei Diar (Dipartimenti interaziendali regionali, ndr) che non si é riunito solo il 20 dicembre ma, dalla sua costituzione nel mese di ottobre ha fatto numerose riunioni,  puntano su una presunta mancata risposta da parte del territorio, smentita dal potenziamento della Guardia Medica, che proprio in questi giorni di festività sta dando risultati importanti.

Basti pensare che nella sola Asl3 Genovese il 30 dicembre sorso la Guardia medica ha ricevuto 354 chiamate ed effettuato 175 visite domiciliari mentre il 31 dicembre le chiamate ricevute sono state 335 a fronte di 168 visite domiciliari effettuate.

Uno sforzo che è sicuramente servito per evitare ulteriori accessi nei nostri Pronto soccorso e di cui voglio ringraziare tutti i medici della continuità assistenziale. Questa è la conferma che stiamo lavorando bene nella gestione dell’emergenza nei pronto soccorso e negli ospedali.

Su una cosa sono d’accordo con il Pd. Oggi, dopo anni di immobilismo che hanno caratterizzato le precedenti amministrazioni di centrosinistra, abbiamo affrontato e migliorato enormemente la gestione dei flussi all’interno dei pronto soccorso e degli ospedali. Con la riforma che entra in vigore e il piano sociosanitario appena approvato, attueremo tutta la parte del potenziamento del territorio che è già partita e proseguirà”.

“Oggi il naufragio dei pronto soccorso – avevano dichiarato stamane Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Sergio Rossetti, consigliere Pd in Regione Liguria – viene annunciato da tutti i media. Alcune pubbliche assistenze sono ferme dalle 8 di stamattina in attesa che vengano restituite le barelle trattenute al pronto soccorso che non riesce a smaltire le richieste di intervento. Il tempo di attesa per una visita ha raggiunto le otto ore. Il personale dei pronto soccorso è stralunato dal caos in cui deve lavorare.

Perché, visto che questo non è il primo allarme, non sono stati ancora presi i seguenti provvedimenti? Cioè, fare confluire le barelle necessarie dagli altri reparti, restituendo quelle delle pubbliche  assistenze, in modo che possano riprendere il servizio, attivare la convenzioni con gli enti accreditati che si occupano degli anziani, in modo che si facciano carico a spese del servizio pubblico degli anziani parcheggiati nelle corsie, acquisire immediatamente infermieri dalle agenzie specializzate per fare fronte all’emergenza e occupare tutti i posti letto. Al pronto soccorso del S. Martino ci sono dieci stanze vuote.

Chiediamo al presidente Toti e all’assessore Viale di intervenire immediatamente, in modo concordato, come stiamo facendo dalla vigilia di Natale. I tempi della discussione sono finiti con l’emergenza. Walter Locatelli, commissario straordinario di Alisa, deve prendere atto di avere fallito. Chiediamo le sue dimissioni”.

 

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