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Produttori Basilico Dop a Roma: non votate ratifica CETA, accordo truffa UE-Canada

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Serra basilico Dop Genova

GENOVA. 7 LUG. Matteo Salvini con gli altri europarlamentari a Bruxelles nelle scorse settimane aveva votato contro l’accordo truffa CETA tra il Canada e la UE.

Il consiglio regionale della Liguria la scorsa settimana ha approvato un origine del giorno di “condanna” dell’accordo di libero scambio commerciale, che mette a rischio i nostri prodotti e potenzialmente anche la salute dei consumatori, presentata dal capogruppo del Carroccio Alessandro Piana.

Ora a fianco della battaglia leghista e contro l’accordo truffa CETA, si sono mossi anche i produttori del basilico genovese DOP.


I responsabili del Consorzio di Tutela del Basilico Genovese Dop oggi hanno dichiarato di appoggiare anche l’iniziativa di Coldiretti a difesa delle produzioni a denominazione di origine e dicono un secco “NO all’accordo CETA UE-Canada”.

“E’ indispensabile per le produzioni di eccellenza – spiegano i responsabili del Consorzio – non cadere nel gioco commerciale delle imitazioni e dei falsi ‘made in Italy’. Il Basilico Genovese DOP, oltre a essere l’emblema della gastronomia regionale è tra le produzioni di eccellenza più rappresentative della Liguria e sicuramente quella maggiormente in crescita, negli ultimi 10 anni”.

I produttori genovesi, confermano il rischio di una “proliferazione di nomi ingannevoli” a danno del mercato, dei consumatori, delle famiglie di imprenditori e lavoratori del settore.

“Da quando esiste la Dop – aggiungono i responsabili del Consorzio – la produzione ha rappresentato uno dei settori con lo sviluppo più dinamico con un aumento della produzione certificata del 300%. In questi ultimi anni i mercati di oltreoceano hanno dimostrato grande attenzione a questo prodotto. Sarebbe veramente assurdo che i consumatori di questi paesi non potessero scegliere liberamente tra le caratteristiche organolettiche delle produzioni certificate e le chimere di omonimie strategiche ad una confusione informativa che rischia di distruggere il risultato di importanti investimenti destinati a sostenere lo sviluppo delle produzioni più tipiche”.

Pertanto, il Consorzio del basilico genovese ha lanciato un appello al Governo di Roma ed ai parlamentari italiani chiedendo di non votare a favore della ratifica dell’accordo “impedendone l’entrata in vigore”.

 

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