Processo Jolly Nero sembra farsa, avanti fino a Corte Europea

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Maledetto 7 maggio 2013: il crollo della Torre Piloti nel porto di Genova
Maledetto 7 maggio 2013: oggi il processo sul crollo della Torre piloti in porto è stato rinviato al 25 marzo. Famigliari vittime: è una frasa, andemo avanti fino a Corte Europea per avere giustizia
Maledetto 7 maggio 2013. Oggi il processo sul crollo della Torre piloti in porto è stato rinviato al 25 marzo. Famigliari vittime: è una frasa, andemo avanti fino a Corte Europea per avere giustizia

GENOVA. 19 FEB. Secondo quanto dichiarato stamane in Tribunale a Genova dalla madre di una delle nove vittime del crollo della Torre piloti in porto, avvenuto quella maledetta notte del 7 maggio 2013, il processo sulla Jolly Nero sembrerebbe una “farsa” perché è accomodante e non ci sono le vere responsabilità: hanno già stabilito come andrà a finire. La mamma di Giuseppe Tusa ha scosso la testa arrabbiata e, con orgoglio e forse ancor più inalberata, ha spiegato che forse avrebbe dovuto accettare l’offerta di risarcimento, come hanno fatto altri parenti delle vittime, ma la vita di suo figlio non è in vendita.

In molti hanno ricordato che i lavoratori erano costretti ad operare in  una struttura palesemente priva di condizioni di sicurezza: bastavano alcuni metri di banchina per evitare il tragico urto e disastro.

Oggi il processo si è aperto e la prima udienza si è subito chiusa con il rinvio al prossimo 25 marzo. Alcuni dei famigliari delle nove vittime hanno riferito di essere disposti ad  arrivare fino alla Corte Europea per avere giustizia.

 

 

5 COMMENTI

  1. Purtroppo quella torre e’ stata costruita nel posto sbagliato, cosa evidente da subito a chi conosce qualcosa di navi. Ma chi ha progettato e autorizzato viene tenuto ben coperto. Giustissimo processare chi ha sbagliato la manovra ma gli altri?

  2. Questo processo è una farsa, perché tutte le responsabilità non sono emerse, in quanto la procura non ha indirizzato le indagini verso tutte le cause di una strage, che poteva essere evitata, ma che nessuno ha fatto nulla. Ogni uno per i propri ruoli ha contributo perché succedesse il peggio, la morte di nove onesti lavoratori. Nel 1999 un altra nave, di dimensioni molto più piccola della Jolly Nero, urtó la torre. Questo incidente avrebbe dovuto allertare tutti coloro che gestiscono il porto, ed Attivarsi a tutelare, da altri eventuali urti la maledetta torre, con una banchina X proteggerla dai pericoli che insidiano un porto. Cosa nota a tutti ma che evidentemente nessuno h a voluto vedere. Iggi dopo quasi tre anni dalla tragedia ci ritroviamo con un processo mozzo, accomodante per proteggere i potenti che governano il porto di Genova. Il paradosso che la capitaneria di porto dovrebbe essere il crontrollato, invece ha condotto le indagini insieme la procura come controllore. Un chiaro conflitto di interessi in queste indagini che alla fine ci ha condotti ad un processo classico all’italiana, privo di verità e senza non si potrà mai avere una giustizia cristallina senza sconti a nessuno. Adele Chiello madre di Giuseppe Tusa, vittima dello Stato Italiano, perché governava la sicurezza del porto per conto dello stesso che non ha salvaguardato la
    Vita dei propri dipendenti

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